Shimada
La storia di un maestro della manipolazione che trasformò la tecnica in pura arte scenica
Cari amici lettori, ben ritrovati in questo nuovissimo articolo. La figura che quest’oggi andremo a ricordare non ha certamente bisogno di grandi presentazioni, soprattutto per chi conosce e ama la grande magia da palcoscenico. Per me è sempre stata una figura particolarmente affascinante: un artista capace, nel corso della sua lunga carriera, di rivoluzionare il modo di concepire la manipolazione, creando tecniche innovative e trasformando semplici effetti in vere e proprie immagini teatrali. Sto parlando di Haruo Shimada, uno dei più importanti prestigiatori giapponesi del Novecento e uno dei grandi maestri della manipolazione scenica.
Il suo nome è indissolubilmente legato alle colombe e ai parasoli, elementi che nelle sue mani diventavano molto più che semplici strumenti magici. Shimada riuscì infatti a sviluppare e perfezionare numerose tecniche rimaste nella storia della prestigiazione: dalla produzione di una colomba a mani apparentemente vuote, fino alla sorprendente apparizione di una colomba su un ventaglio di carte e alla celebre divisione di una colomba in due.
Ma la sua arte non si fermava alla tecnica. Quello che rende Shimada ancora oggi così affascinante è il modo in cui riusciva a fondere precisione, eleganza, silenzio e teatralità, costruendo una presenza scenica immediatamente riconoscibile. Ogni gesto sembrava avere un significato e ogni movimento contribuiva alla costruzione dell'illusione.
Dalle prime esperienze in Giappone ai grandi palcoscenici internazionali, dai teatri alle televisioni americane, fino alle luci di Las Vegas, la sua è la storia di un artista che riuscì a portare la propria cultura e la propria sensibilità all'interno della magia occidentale, lasciando un'impronta profonda e duratura. Ma direi di procedere con la dovuta calma.
Vi consiglio di mettervi comodi e di lasciarvi trasportare da questa incredibile e affascinante storia: quella di Haruo Shimada, un uomo che fece della manipolazione una forma d'arte e che ancora oggi rappresenta, per molti prestigiatori, uno straordinario esempio di eleganza, disciplina e creatività.
*Cliccando sulle tre lineette in alto a sinistra, potete selezionare l'opzione "Segui" per rimanere sempre aggiornati. Inoltre, vi invitiamo a iscrivervi alla nostra newsletter per ricevere per primi le notifiche sui nuovi articoli non appena vengono pubblicati.
Leggi l’ultimo articolo su: Ragazzo stasera hai rischiato grosso...
Biografia
Haruo Shimada nacque il 19 dicembre 1940 a Tokyo, in Giappone. La sua nascita avvenne in un periodo particolarmente delicato della storia del Paese: il Giappone si trovava infatti alle soglie della Seconda guerra mondiale e, pochi mesi dopo, sarebbe entrato direttamente nel conflitto. Shimada trascorse quindi l'infanzia nella Tokyo degli anni quaranta e del dopoguerra, una città profondamente segnata dalla guerra e dalla successiva ricostruzione. Le informazioni disponibili sulla sua famiglia d'origine sono purtroppo molto limitate. Le principali fonti biografiche dedicate al prestigiatore non riportano i nomi e i cognomi dei suoi genitori, né forniscono dettagli sufficientemente documentati sulla loro professione o sulle condizioni familiari in cui Shimada crebbe. Per questo motivo, non è possibile indicare con certezza il nome del padre e della madre senza ricorrere a informazioni prive di una verifica attendibile. Quello che le fonti ci permettono invece di ricostruire con maggiore precisione è il momento in cui la magia entrò nella sua vita.
L'incontro con la magia
Shimada aveva quindici anni quando ebbe il suo primo vero contatto con il mondo della prestigiazione. Un giorno, mentre si trovava in un grande magazzino di Tokyo, rimase affascinato dalle dimostrazioni di magia proposte presso un banco della Tenyo, azienda giapponese che ancora oggi è conosciuta per la produzione di giochi e articoli dedicati alla magia. Quell'incontro cambiò profondamente la direzione della sua vita. Il giovane Haruo iniziò a tornare al banco della Tenyo con grande frequenza, fino a trasformare quella che inizialmente era una semplice curiosità in una vera passione. Secondo le testimonianze raccolte nelle biografie a lui dedicate, il ragazzo si recava praticamente ogni giorno ad assistere alle dimostrazioni e a cercare di comprendere il funzionamento dei giochi che vedeva presentare.
Il suo primo acquisto fu un F.P, uno degli strumenti più semplici e allo stesso tempo più versatili della magia. Successivamente cominciò a dedicarsi alla manipolazione delle palline da biliardo, disciplina che avrebbe avuto un'importanza fondamentale nei suoi primi anni da prestigiatore. Non si trattava però soltanto del desiderio di imparare qualche gioco da presentare agli amici. Shimada dimostrò fin dall'adolescenza una particolare predisposizione per lo studio della tecnica e, soprattutto, una straordinaria costanza nell'esercizio.
Gli anni alla Tenyo
La passione per la magia portò Shimada a trasformare molto presto il proprio interesse in un'attività concreta. Durante gli anni della scuola iniziò infatti a lavorare come dimostratore per la Tenyo, presentando i suoi prodotti nei cosiddetti Magic Corners, i banchi dedicati alla magia presenti nei grandi magazzini di Tokyo. La Japan Professional Magicians Association ricorda che, essendo ancora studente, Shimada lavorava durante il giorno e frequentava le lezioni scolastiche la sera.
Questa esperienza ebbe un'importanza enorme nella sua formazione. Lavorare davanti a un pubblico gli permetteva non soltanto di esercitarsi tecnicamente, ma anche di osservare direttamente le reazioni degli spettatori. Ogni dimostrazione diventava così un'occasione per comprendere meglio la costruzione di un effetto, il ritmo della presentazione e il modo in cui una tecnica poteva essere trasformata in intrattenimento. Fu proprio nell'ambiente della Tenyo che Shimada entrò in contatto con alcuni dei personaggi più importanti della magia giapponese di quegli anni.
Tra questi vi era Hikita Tenkō, anch'egli dimostratore presso i Magic Corners della Tenyo. Shimada iniziò a collaborare con lui e a partecipare ai suoi spettacoli come assistente. In quelle occasioni ebbe modo di presentare anche le proprie manipolazioni con le palline da biliardo e con le carte. Un'altra figura importante nella sua formazione fu Shigeo Takagi, con il quale Shimada ebbe un rapporto di amicizia e dal quale ebbe modo di apprendere ulteriormente l'arte della prestigiazione.
L'incontro con Tenkai
Un passaggio fondamentale nella formazione di Shimada avvenne nel 1957, quando il celebre prestigiatore giapponese Ishida Tenkai fece ritorno in Giappone dopo un lungo periodo trascorso negli Stati Uniti. Shimada aveva allora circa diciassette anni. Tenkai riconobbe le sue capacità nella manipolazione delle palline da biliardo e Shimada iniziò a prendere lezioni da lui con regolarità, arrivando a recarsi da Tenkai circa una volta alla settimana. L'incontro con Tenkai rappresentò un momento decisivo. Il giovane prestigiatore aveva già acquisito una notevole esperienza pratica attraverso il lavoro alla Tenyo e il rapporto con Hikita, ma gli insegnamenti di Tenkai contribuirono a dare una direzione più precisa alla sua ricerca tecnica.
La formazione di Shimada si sviluppò così attraverso l'incontro con diverse personalità della magia giapponese. La sua preparazione comprendeva l'esperienza maturata alla Tenyo, il rapporto con Hikita Tenkō, gli insegnamenti di Tenkai e il confronto con Shigeo Takagi. Non fu quindi il semplice allievo di un unico maestro: fu il risultato di diverse influenze che, nel tempo, avrebbe rielaborato attraverso una propria sensibilità artistica.
Un giovane prestigiatore in formazione
Alla fine degli anni Cinquanta Shimada aveva ormai trasformato quella passione nata quasi per caso davanti a un banco di magia in una vera scelta di vita. Era partito da un ragazzo di quindici anni incuriosito da alcuni piccoli giochi di prestigio e, nel giro di pochi anni, aveva acquisito una preparazione tecnica sufficiente per confrontarsi con il mondo professionale. La sua attenzione era rivolta soprattutto alla manipolazione, una disciplina nella quale la perfezione tecnica richiede anni di studio, esercizio e controllo dei movimenti. Le palline da biliardo, le carte e il lavoro delle mani rappresentavano in quegli anni il terreno sul quale Shimada stava costruendo il proprio linguaggio.
Il giovane artista non aveva ancora raggiunto quella fama internazionale che in seguito avrebbe accompagnato il suo nome, ma aveva già posto le basi della sua futura identità. Era iniziato tutto con un semplice incontro, quasi casuale, davanti a un banco di magia in un grande magazzino di Tokyo. Quel ragazzo di quindici anni, affascinato da ciò che vedeva, aveva deciso di tornare il giorno dopo. E poi ancora. E ancora. Fino a trasformare quella curiosità adolescenziale in una vita interamente dedicata alla magia.
Carriera
Gli inizi in Giappone e la nascita del numero con le colombe
Dopo gli anni della formazione, Haruo Shimada iniziò a costruire la propria carriera professionale in Giappone concentrandosi soprattutto sulla manipolazione delle palline da biliardo e delle carte. La sua preparazione tecnica, maturata attraverso gli insegnamenti di Tenkai e l'esperienza alla Tenyo, gli permise di sviluppare rapidamente un repertorio personale. Un momento decisivo arrivò intorno al 1960, quando il film European Nights portò all'attenzione dei prestigiatori giapponesi il lavoro del grande manipolatore americano Channing Pollock, celebre soprattutto per il suo elegante numero con le colombe. Pollock divenne per Shimada una fonte di ispirazione fondamentale.
Intorno al 1960, Shimada rimase profondamente colpito dall'esibizione di Channing Pollock nel film European Nights. Pollock era celebre per il suo elegante numero con le colombe e la sua esibizione suscitò grande interesse anche tra i prestigiatori giapponesi.
Fu proprio dopo aver visto quel numero che Shimada decise di dedicarsi maggiormente alla manipolazione delle colombe, iniziando a sviluppare un proprio repertorio.
In quel periodo Matsushōsai Ten'yō, una delle figure più importanti della magia giapponese e fondatore della Tenyo, gli fece una proposta: se fosse riuscito a produrre dieci colombe durante una routine, gli avrebbe organizzato un recital personale.
Shimada prese sul serio quella possibilità e lavorò alla costruzione del numero fino a riuscire nell'impresa. Riuscì infatti a realizzare una routine nella quale faceva apparire dieci colombe e, mantenendo fede all'accordo, ottenne da Ten'yō l'organizzazione del recital.
Quell'esperienza rappresentò un passaggio importante nella sua formazione artistica. Shimada aveva trovato nella manipolazione delle colombe un campo nel quale poter esprimere non soltanto la propria abilità tecnica, ma anche la propria creatività.
Il suo lavoro, infatti, non si sarebbe limitato a riprodurre ciò che aveva visto fare a Pollock. Negli anni successivi avrebbe sviluppato tecniche e sequenze originali che avrebbero contribuito a rendere il suo numero con le colombe uno degli elementi più riconoscibili della sua arte.
La nuova specializzazione si rivelò un successo. Le esibizioni con le colombe ottennero un buon riscontro e Shimada cominciò a lavorare in diversi contesti, compresi campi militari americani e cabaret. Fu proprio attraverso queste esperienze che il giovane prestigiatore iniziò a guadagnare con continuità grazie alla propria arte.
1965: l'uscita dal Giappone
Nel 1965 Shimada prese una decisione destinata a cambiare radicalmente la sua carriera: lasciò il Giappone per cercare nuove opportunità all'estero. Da quel momento la sua attività si sarebbe sviluppata prevalentemente fuori dal Paese d'origine, attraverso lunghi periodi di lavoro in Australia, Messico, Regno Unito e successivamente Stati Uniti.
Durante il periodo australiano incontrò Deanna Perkins, che sarebbe diventata sua moglie e la sua partner professionale. I due formarono una coppia artistica e iniziarono a lavorare insieme, dando vita a un sodalizio destinato ad accompagnare una parte fondamentale della carriera di Shimada.
L'Australia rappresentò quindi un importante passaggio nella sua trasformazione da prestigiatore giapponese a artista internazionale. Shimada e Deanna si esibirono in diversi locali e programmi televisivi, costruendo progressivamente una reputazione al di fuori del Giappone.
Dall'Australia al Messico: nasce il numero dei parasoli
Dopo diversi anni di attività internazionale, Shimada comprese che il repertorio con cui aveva ottenuto successo in Giappone non sarebbe stato sufficiente per distinguersi sui mercati occidentali. Durante il periodo trascorso nel Regno Unito, infatti, le sue esibizioni con le palline da biliardo, le colombe e le carte non riuscivano a ottenere lo stesso riscontro che avevano avuto in Giappone. Gli venne quindi rivolta una domanda destinata a cambiare nuovamente il suo percorso artistico: perché un prestigiatore giapponese non presentasse qualcosa che richiamasse maggiormente la propria cultura?
Shimada raccolse quella provocazione. Fu così che iniziò a sviluppare un nuovo numero basato sulla produzione di grandi parasoli giapponesi, trasformando un elemento fortemente legato alla cultura del suo Paese in uno strumento di magia scenica. La routine venne sviluppata e perfezionata durante il periodo trascorso in Messico, dove Shimada riuscì a darle la forma che avrebbe poi portato sui grandi palcoscenici internazionali.
Il risultato era molto diverso dalla classica manipolazione delle colombe: non più soltanto tecnica e destrezza, ma una vera costruzione visiva nella quale costume, movimento, musica, oggetti e atmosfera orientale contribuivano a creare un'immagine scenica riconoscibile. Era nato uno dei numeri destinati a diventare il simbolo della carriera di Haruo Shimada.
1970 -1971: l'arrivo negli Stati Uniti
Nel 1970 Shimada e Deanna si trasferirono negli Stati Uniti. Il passaggio al mercato americano rappresentava una sfida enorme, ma anche l'opportunità di confrontarsi con uno dei più importanti circuiti dello spettacolo internazionale. La grande occasione arrivò nel 1971, quando Shimada fu invitato a partecipare a It's Magic!, lo storico spettacolo ideato da Milt Larsen a Los Angeles.
Fu qui che presentò il suo nuovo Parasol Act. L'esibizione attirò immediatamente l'attenzione dell'ambiente magico americano. Tra gli spettatori vi era proprio Channing Pollock, l'artista che anni prima aveva inconsapevolmente ispirato Shimada attraverso il film European Nights.
Dopo aver visto la sua esibizione, Pollock si avvicinò a Shimada e gli propose di diventare il suo manager. Da quel momento tra i due nacque un rapporto professionale molto importante: Pollock avrebbe seguito e consigliato Shimada durante una parte significativa della sua carriera americana. Quello che rende questo episodio particolarmente significativo è il percorso circolare della storia: l'artista che aveva ispirato Shimada da uno schermo cinematografico finì per diventare il suo manager.
Il Magic Castle e la consacrazione negli Stati Uniti
Dopo l'apparizione a It's Magic!, Shimada divenne una presenza sempre più importante al Magic Castle di Hollywood, uno dei luoghi più prestigiosi della magia americana. Fu proprio al Magic Castle che la sua figura scenica iniziò a definirsi ulteriormente. Il suo modo di esibirsi, quasi completamente silenzioso, caratterizzato da movimenti controllati, grande precisione e uno sguardo intenso, contribuì alla costruzione di quella particolare immagine che sarebbe stata successivamente associata al suo cosiddetto "samurai style".
La sua fama crebbe rapidamente. Nel 1971 arrivò anche la prima delle sue apparizioni al The Tonight Show Starring Johnny Carson. Nel corso della carriera Shimada sarebbe tornato nel programma complessivamente quattro volte. Partecipò inoltre ad altri importanti programmi televisivi americani, tra cui quelli condotti da Merv Griffin e Dick Cavett, oltre a produzioni legate a Bill Cosby. La televisione contribuì enormemente a far conoscere il suo stile al pubblico americano e internazionale.
1973-1975: il riconoscimento internazionale e il Dragon Act
Nel 1973 Shimada raggiunse un altro importante traguardo internazionale partecipando al Galà della FISM organizzato a Parigi, presso l'Olympia. La sua presenza confermava ormai il suo ingresso nel circuito internazionale dei grandi prestigiatori. Ma Shimada non era ancora soddisfatto del proprio Parasol Act.
Channing Pollock gli aveva fatto notare che, sebbene il numero dei parasoli fosse elegante e bello, gli mancava qualcosa: maggiore forza drammatica. Shimada prese sul serio quella critica e iniziò a cercare un elemento capace di trasformare la routine in qualcosa di più spettacolare.
In quegli anni, durante l'Expo di Osaka del 1970, Shimada ebbe modo di entrare in contatto con l'immaginario dello Yamata no Orochi, il gigantesco serpente della mitologia giapponese rappresentato nell'arte tradizionale del Kagura di Iwami. L'idea lo colpì profondamente. Decise così di introdurre nel proprio spettacolo una creatura fantastica: un enorme drago.
La realizzazione richiese circa due anni di lavoro. Il risultato fu il celebre Dragon Illusion, nel quale la produzione dei parasoli conduceva a un finale spettacolare con un gigantesco drago lungo circa 60 piedi, corrispondenti a oltre 18 metri. Il nuovo finale trasformò definitivamente il Parasol Act di Shimada in una grande produzione scenica, fondendo la tradizione giapponese con l'illusionismo occidentale.
Gli anni di Las Vegas
La consacrazione definitiva arrivò con l'ingresso nel circuito dei grandi spettacoli di Las Vegas. Shimada divenne una presenza regolare nei principali hotel e showroom della città, arrivando a esibirsi in strutture prestigiose come il Flamingo, l'Hilton e lo Stardust. La sua carriera americana non era più quella di un artista straniero che cercava di affermarsi: Shimada era ormai diventato uno dei principali specialisti internazionali della grande manipolazione scenica.
Nel 1981 ricevette un importante incarico come artista ospite nello spettacolare show di Liberace al Las Vegas Hilton. L'esperienza lo inserì definitivamente nel circuito delle grandi produzioni di intrattenimento della città. Negli anni successivi continuò a lavorare nei grandi showroom di Las Vegas, arrivando anche a sostituire Siegfried & Roy nello spettacolo Lido de Paris allo Stardust Hotel.
La sua presenza nella capitale mondiale dell'intrattenimento rappresentò uno dei momenti più importanti della sua carriera: il prestigiatore giapponese era riuscito a trasformare la propria identità culturale in un elemento distintivo, anziché in un ostacolo.
1988 - 1993: il successo di Splash!
Nel 1988 Shimada raggiunse un ulteriore traguardo con l'ingresso nello spettacolo Splash! del Riviera Hotel di Las Vegas. Il contratto durò cinque anni, consolidando la sua posizione ai vertici dell'intrattenimento di Las Vegas. In questo periodo Shimada presentava soprattutto il suo celebre numero con le colombe, continuando a mantenere quello stile elegante e fortemente visivo che ormai era diventato il suo marchio artistico. La permanenza a Splash! ebbe anche un significato storico: Shimada viene ricordato come il primo intrattenitore giapponese a essere protagonista di una produzione di Las Vegas con un contratto pluriennale.
Nel 1989, mentre la sua fama internazionale era ormai consolidata, furono realizzati in Giappone quattro special televisivi dedicati alla sua figura, ulteriore testimonianza della popolarità raggiunta dall'artista anche nel suo Paese d’origine. A questo punto della sua carriera Shimada aveva raggiunto una dimensione realmente internazionale: dal Giappone all'Australia, dal Messico all'Europa, fino ai palcoscenici televisivi americani e ai grandi showroom di Las Vegas.
1993: il ritorno alle origini
Dopo molti anni trascorsi lavorando in produzioni di lunga durata a Las Vegas, Shimada iniziò a sentire il peso di quella vita professionale. Nel 1993, stanco dei lunghi contratti e del ritmo di lavoro americano, decise di tornare in Giappone. La scelta non rappresentò però un abbandono della magia.
Al contrario, Shimada iniziò una nuova fase della propria vita artistica: quella della trasmissione del sapere. Tornato a Tokyo, cominciò a dedicarsi alla formazione di giovani prestigiatori, insegnando loro le tecniche e le routine che aveva sviluppato durante decenni di carriera. In questo modo la sua attività si trasformò progressivamente da quella di semplice performer a quella di maestro e custode di una tradizione artistica.
La carriera di Haruo Shimada non si era quindi conclusa con il ritorno in Giappone. Aveva semplicemente assunto una forma diversa: dopo aver trascorso gran parte della propria vita sui palcoscenici internazionali, Shimada iniziava a occuparsi della trasmissione alle nuove generazioni di ciò che aveva imparato e creato.
Premi e riconoscimenti
La carriera di Haruo Shimada fu accompagnata da importanti riconoscimenti, ottenuti sia negli Stati Uniti sia in Giappone. Tra questi spiccano quelli dell’Academy of Magical Arts, il Tenkai Prize e il prestigioso riconoscimento alla carriera ricevuto negli ultimi anni della sua vita.
Academy of Magical Arts
Il rapporto di Shimada con l'Academy of Magical Arts, l'organizzazione legata al celebre Magic Castle di Hollywood, fu particolarmente significativo.
- 1972 - Stage Magician of the Year
- 1973 - Stage Magician of the Year
- 1973 - Magician of the Year
- 1975 - Stage Magician of the Year
- 1988 - Performing Fellowship
Con tre vittorie come Stage Magician of the Year, Shimada rimane uno degli artisti giapponesi maggiormente premiati in questa categoria. La cronologia dei riconoscimenti dell'Academy conferma inoltre il Magician of the Year del 1973 e il Performing Fellowship del 1988.
Tenkai Prize
1975 - Tenkai Prize
Nel 1975 Shimada ricevette il Tenkai Prize, istituito in Giappone in onore del grande prestigiatore Ishida Tenkai, che aveva avuto un ruolo fondamentale nella sua formazione. Il riconoscimento assume quindi un valore particolarmente significativo nella storia artistica di Shimada, poiché proveniva proprio dal Paese nel quale aveva iniziato il suo percorso nella magia.
Lifetime Achievement Fellowship
2017 - Lifetime Achievement Fellowship
Nel 2017 arrivò uno dei riconoscimenti più prestigiosi della sua carriera: l'Academy of Magical Arts gli conferì il Lifetime Achievement Fellowship, destinato a celebrare il contributo complessivo di un artista all'arte della magia. Il nome di Shimada figura ufficialmente nell'elenco dei destinatari del riconoscimento del 2017 pubblicato dal Magic Castle.
Questi riconoscimenti raccontano una carriera apprezzata tanto in Giappone quanto negli Stati Uniti, confermando il ruolo di Shimada come uno dei più importanti interpreti della manipolazione scenica della sua generazione.
Curiosità
Dietro l’immagine elegante e quasi enigmatica di Haruo Shimada c’erano alcuni aspetti della sua vita che meritano di essere ricordati e che raccontano, forse meglio di qualsiasi premio, la personalità di questo grande artista.
Un artista che non aveva bisogno di parlare
Una delle caratteristiche più particolari di Shimada era il suo modo di stare in scena: non aveva bisogno delle parole. I suoi numeri erano costruiti quasi interamente attraverso musica, movimento, espressione del volto e precisione tecnica. Il suo sguardo intenso e i movimenti controllati contribuirono a creare quello stile che negli ambienti magici venne associato alla sua immagine quasi da samurai. La sua capacità di comunicare senza parlare dimostra quanto, nella sua concezione della magia, la presenza scenica fosse importante quanto la tecnica.
Deanna, una compagna anche nella vita
Per molti anni accanto a Shimada ci fu Deanna Perkins, che non fu semplicemente una sua assistente di scena. I due formarono una vera coppia artistica e personale, capace di costruire una collaborazione basata su una straordinaria precisione nei movimenti e nella sincronizzazione. La loro storia iniziò in Australia, dove si conobbero nel 1965 e dove, nello stesso anno, si sposarono. Dalla loro unione nacquero due figli: Lisa, conosciuta professionalmente come Luna Shimada, e Jason.
Una figlia sulle orme del padre
La passione per la magia non si fermò alla generazione di Haruo. La figlia Lisa Shimada, divenuta professionalmente Luna Shimada, intraprese infatti a sua volta la carriera artistica del padre, mantenendo viva quella tradizione iniziata dal padre. È uno degli aspetti più affascinanti dell'eredità di Shimada: alcune delle tecniche e della sensibilità che aveva sviluppato non rimasero soltanto nella storia della manipolazione, ma continuarono attraverso la sua stessa famiglia.
Una seconda compagna di vita
Dopo la fine del matrimonio con Deanna, Shimada si risposò con Keiley. Negli ultimi anni della sua attività professionale i due tornarono anche a lavorare insieme: nel 1998 Shimada riprese infatti le sue esibizioni negli Stati Uniti presentando nuovamente i suoi celebri numeri, tra cui Parasol/Dragon e quello delle colombe, con Keiley al suo fianco. Rimase con lui fino alla fine della sua vita e fu indicata tra i familiari che gli sopravvissero.
Il ricordo di Silvan
Particolarmente interessante è anche la testimonianza lasciata da Silvan, che ebbe modo di vedere Shimada personalmente durante il suo soggiorno in Giappone nei primi anni Sessanta. Silvan rimase colpito dalla sua presenza scenica, dalla figura di Deanna e soprattutto dalla qualità dei suoi numeri di manipolazione. Tra le immagini che più lo impressionarono ricordò anche un numero nel quale Shimada arrivava a produrre diciannove ombrelli, considerandolo un esempio eccezionale di quel particolare genere di magia.
Questa testimonianza è interessante perché arriva da un altro grande protagonista della prestigiazione internazionale e permette di capire quanto Shimada fosse già considerato un artista fuori dal comune ancora prima della definitiva consacrazione internazionale.
Anche un artista prima della magia
C'è infine un aspetto meno conosciuto della sua vita: la pittura. Prima che la magia diventasse il centro della sua esistenza, Shimada aveva mostrato un talento artistico già durante l'infanzia. Da bambino partecipava a concorsi di disegno, ottenendo premi e attirando l'attenzione della stampa giapponese. Arrivò persino a essere presentato come un giovane talento della pittura e fu intervistato dalla rivista americana LIFE. Anni dopo, questa passione riemerse con una mostra personale intitolata A Search for the Lost Time, ospitata presso il flagship store Chanel di Ginza.
È forse questa la curiosità che più di tutte aiuta a comprendere Shimada: prima ancora di diventare un grande manipolatore, era già un artista. La sua attenzione per la forma, l'equilibrio, il colore e il movimento sembra aver trovato nella magia il linguaggio ideale attraverso cui esprimersi.
Opere e pubblicazioni
Sebbene Haruo Shimada sia ricordato soprattutto per la sua attività sul palcoscenico, nel corso della sua carriera furono realizzati anche alcuni materiali dedicati alla sua arte. Non si tratta di una bibliografia particolarmente ampia, ma le pubblicazioni oggi documentabili permettono di conoscere più da vicino il suo lavoro e, soprattutto, le sue tecniche di manipolazione.
The Book of Haruo Shimada - 1977
Tra le pubblicazioni più importanti figura The Book of Haruo Shimada, pubblicato nel 1977 dal Tenkai Prize Committee. Si tratta di un volume in lingua giapponese di 70 pagine, dedicato all'arte di Shimada e catalogato oggi nella William W. Larsen Memorial Library del Magic Castle di Hollywood.
La biblioteca ne registra la prima edizione e identifica Shimada come autore. Il volume rappresenta quindi una testimonianza particolarmente interessante della sua attività nel periodo di piena maturità artistica, quando i suoi numeri di manipolazione, colombe e ombrelli erano ormai diventati il tratto distintivo del suo stile.
Greater Magic Video Library 1: Shimada - 1985
Nel 1985 venne pubblicato Greater Magic Video Library 1: Shimada, una videocassetta VHS prodotta da Stevens Magic Emporium. Il materiale è oggi catalogato dalla biblioteca del Magic Castle e costituisce una delle testimonianze audiovisive dedicate direttamente all’artista.
La stessa scheda bibliografica della biblioteca segnala altri materiali video di Shimada, mostrando come, a partire dagli anni Ottanta, la documentazione della sua tecnica passò anche attraverso il formato didattico audiovisivo.
Shimada Video Training 2: Recollections of His Magic Career - 1998
Nel 1998 fu pubblicato Shimada Video Training 2: Recollections of His Magic Career, prodotto da Deana Shimada e distribuito su VHS. Come suggerisce il titolo, il materiale non è semplicemente una registrazione di uno spettacolo, ma è dedicato ai ricordi e alla carriera magica di Shimada. La pubblicazione è anch'essa catalogata nella William W. Larsen Memorial Library del Magic Castle.
Greater Magic Video Library 2: Shimada, Doves - 1998
Sempre nel 1998 uscì Greater Magic Video Library 2: Shimada, Doves, pubblicato da A-1 Multimedia. La videocassetta è specificamente dedicata al lavoro di Shimada con le colombe, uno degli elementi più celebri del suo repertorio. Anche questa pubblicazione è documentata nel catalogo ufficiale della biblioteca del Magic Castle, che ne indica il formato VHS e l'anno di pubblicazione.
Una precisazione sulla filmografia
È importante non confondere queste pubblicazioni con le numerose registrazioni televisive e compilation nelle quali Shimada compare come artista. Ad esempio, esistono materiali che documentano le sue apparizioni televisive e le sue esibizioni, ma non sono necessariamente opere prodotte o pubblicate da Shimada stesso.
Per questo motivo, in questa sezione ho riportato soltanto i titoli per i quali è possibile trovare una documentazione bibliografica verificabile e nei quali Shimada figura direttamente come autore o soggetto principale.
Ultimi anni e morte
Con il passare degli anni, Haruo Shimada ridusse progressivamente la propria attività sul palcoscenico, ma non abbandonò mai completamente il mondo della magia. Anche lontano dai grandi palcoscenici internazionali, continuò a essere considerato un punto di riferimento per le nuove generazioni di prestigiatori, soprattutto per il suo contributo alla manipolazione e per le tecniche che aveva sviluppato nel corso della sua lunga carriera.
Negli ultimi anni della sua vita la salute iniziò tuttavia a diventare un problema sempre più importante. Secondo il racconto del prestigiatore giapponese Shintarō Fujiyama, circa dieci anni prima della sua morte Shimada aveva già affrontato una grave malattia e un ricovero presso l'ospedale dell'Università di Tokyo, dal quale riuscì a riprendersi.
Nel 2022 le sue condizioni tornarono a peggiorare. All'inizio di aprile fu ricoverato a causa dell'aggravarsi di un tumore al fegato. Le fonti giapponesi riferiscono che, dopo un temporaneo miglioramento, era stato dimesso dall'ospedale; le sue condizioni però peggiorarono nuovamente nei giorni successivi.
Haruo Shimada morì il 30 aprile 2022, a 81 anni, nella città di Los Angeles, negli Stati Uniti, alle 23:30 ora locale. La notizia fu resa pubblica il 2 maggio dalla Japan Professional Magicians Association.
La sua scomparsa suscitò grande commozione nel mondo della magia. In Giappone, il 17 ottobre 2022, la Japan Professional Magicians Association organizzò una cerimonia commemorativa presso lo Josuikai Hall di Tokyo, alla quale parteciparono persone provenienti da diverse parti del Paese che avevano avuto rapporti personali o professionali con Shimada. Fu un'occasione per ricordarne non soltanto i risultati artistici, ma anche la personalità e l'influenza esercitata su generazioni di prestigiatori.
Per quanto riguarda invece il luogo della sua sepoltura, durante le mie ricerche non sono riuscito a trovare una fonte attendibile che permetta di stabilirlo con certezza. Ho quindi preferito non riportare un cimitero o un luogo preciso: quando si parla di storia e di personaggi che vogliamo ricordare, credo sia sempre meglio fermarsi davanti a ciò che non è documentato, piuttosto che riportare una notizia della quale non possiamo avere la certezza.
Pensiero dell'autore
Probabilmente questa volta vi ho tenuto compagnia con una lettura piuttosto lunga, ma se siete arrivati fin qui penso che ne sia valsa davvero la pena. Ricordare una storia come quella di Haruo Shimada, oppure scoprirla per la prima volta per chi ancora non lo conosceva, credo sia qualcosa di importante.
Ancora una volta, le storie del passato ci insegnano quanto possano essere fondamentali l'impegno, la costanza e la voglia di non arrendersi. Sono fermamente convinto che, con questi tre ingredienti, si possano raggiungere vette che a volte sembrano impossibili. Il vero limite, molto spesso, è nella nostra voglia di fare, di provare, di metterci in gioco e, perché no, anche di rischiare.
E forse è proprio per questo che considero questo uno degli articoli che mi ha emozionato maggiormente scrivere. La storia di Shimada, infatti, non è soltanto la storia di un grande prestigiatore, ma anche quella di un uomo che non ha mai smesso di credere nella propria arte.
Ha attraversato continenti, ha affrontato difficoltà, ha reinventato il proprio modo di fare magia e, anche quando gli anni hanno iniziato a farsi sentire, non ha mai abbandonato completamente quella che era diventata una parte fondamentale della sua vita.
Ed è questo, più di ogni premio o riconoscimento, ciò che personalmente porto con me dalla storia di Shimada: la magia non è soltanto ciò che riusciamo a fare con le nostre mani, ma anche la passione che ci spinge a continuare a farlo.
Forse è proprio questo il messaggio più bello che ci lascia la sua storia: continuare a credere in ciò che amiamo, continuare a studiare, a provare, a sbagliare e a ricominciare. Perché finché avremo la voglia di metterci in gioco, davanti a noi non ci sarà mai una vera vetta irraggiungibile.
Qualora i lettori desiderassero segnalare eventuali integrazioni, correzioni o approfondimenti, possono farlo lasciando un commento nell'apposito spazio dedicato. Ogni contributo rappresenta un'importante occasione per migliorare e arricchire la conoscenza della storia dell'illusionismo.
Vi saluto e vi ricordo che il nostro prossimo appuntamento è per sabato prossimo. Non mancate!
Con affetto e stima.
-KID-
Note sulle fonti
Japan Professional Magicians Association (JPMA)
Fonte istituzionale giapponese utilizzata come riferimento principale per le informazioni biografiche relative a Haruo Shimada, alla sua formazione, ai suoi primi anni nel mondo della magia, agli studi con Tenkai Ishida e Shigeo Takagi e alle prime tappe della sua carriera.
The Magic Castle - William W. Larsen Memorial Library
Catalogo bibliografico della biblioteca del Magic Castle utilizzato per verificare le pubblicazioni dedicate a Haruo Shimada, comprese le opere audiovisive e The Book of Haruo Shimada, pubblicato nel 1977. La fonte è stata utilizzata anche per verificare alcuni dati relativi alle pubblicazioni didattiche dell'artista.
Academy of Magical Arts / The Magic Castle
Fonte istituzionale utilizzata per verificare i riconoscimenti ricevuti da Shimada nel corso della sua carriera, tra cui i titoli di Stage Magician of the Year, Magician of the Year, il Performing Fellowship e il Lifetime Achievement Fellowship del 2017.
Masters of Magic - Golden Grolla
Fonte ufficiale della manifestazione utilizzata per verificare il conferimento a Haruo Shimada della Golden Grolla 2018, assegnata a Saint-Vincent in riconoscimento della sua lunga attività artistica e del suo contributo alla magia delle colombe e dei parasoli.
Tenyo
Sito ufficiale della casa giapponese specializzata in giochi e strumenti magici, utilizzato come fonte per verificare il rapporto tra Shimada e Tenyo e alcune informazioni relative alla sua formazione e ai suoi primi anni di attività.
Rafu Shimpo
Testata giornalistica giapponese-americana utilizzata come fonte di supporto per la ricostruzione della carriera internazionale di Shimada, dei suoi soggiorni all'estero, delle principali esperienze professionali negli Stati Uniti e delle informazioni relative agli ultimi anni della sua vita e alla sua morte.
Remarkable Magic - “Shimada. The Passing of a Master”
Pubblicazione specializzata utilizzata come fonte di supporto per la ricostruzione della carriera internazionale di Shimada, delle sue collaborazioni con Channing Pollock, delle apparizioni televisive, degli spettacoli di Las Vegas e del successivo ritorno in Giappone.
Canadian Conservatory of Magic
Fonte specializzata utilizzata come supporto per il confronto di informazioni biografiche e professionali relative alla formazione di Shimada, alla sua attività internazionale, ai suoi principali numeri e alla sua produzione didattica.
Magic Network 7
Fonte giapponese specializzata nella storia della magia, utilizzata come supporto per la ricostruzione cronologica di alcune tappe della carriera di Shimada e per alcune testimonianze e curiosità relative al suo metodo di lavoro e alla sua attività artistica.
MagicRef
Archivio specializzato nella documentazione della letteratura e dei materiali didattici di magia, utilizzato come supporto per l'individuazione e il confronto delle pubblicazioni audiovisive dedicate alla manipolazione di Shimada.
Silvan - La nuova arte magica. Illusionisti, trucchi e magie di tutti i tempi
La nave di Teseo +, 2020.
ISBN 978-88-9395-081-7.
Volume utilizzato come testimonianza per il ricordo di Haruo Shimada da parte di Silvan, che ebbe modo di assistere personalmente alle sue esibizioni durante il soggiorno in Giappone nei primi anni Sessanta. Il racconto è stato utilizzato soprattutto per gli aspetti curiosi relativi alla presenza scenica di Shimada, alla collaborazione con Deanna e ai suoi numeri di manipolazione e con gli ombrelli.
IMDb
Database utilizzato esclusivamente come supporto per alcune informazioni biografiche relative a Lisa Shimada, conosciuta professionalmente come Luna Shimada. I dati sono stati confrontati, ove possibile, con fonti provenienti dall'ambiente magico.
Wikipedia - Haruo Shimada
Voce utilizzata esclusivamente come punto di partenza per individuare nomi, date e riferimenti bibliografici. Le informazioni riportate nell'articolo sono state, ove possibile, confrontate con fonti istituzionali, museali, bibliografiche e pubblicazioni specializzate.

Commenti
Posta un commento
Scrivi la tua opinione