Kalanag

Immagine reperita da: Bluewin


La vita e i segreti di Kalanag, il “mago di corte dei nazisti”: tra illusionismo, cinema e misteri del dopoguerra


Caro lettore, bentornato. Quella che sto per raccontarti è una storia capace di far venire i brividi o almeno questo è l’effetto che ha avuto su di me la prima volta che l’ho scoperta. È il racconto di una figura tanto affascinante quanto inquietante, che merita senza dubbio un posto tra le pagine di questo blog.

Gli appassionati di storia probabilmente conosceranno già il nome di Helmut Ewald: produttore cinematografico e illusionista tedesco, attivo durante il periodo del Reich e nei primi anni della Repubblica Federale Tedesca. Era noto come il “mago di corte dei nazisti”, un soprannome che già di per sé basta a suscitare curiosità… e qualche brivido.

Ma andiamo con ordine. Mettiti comodo, perché quella che stai per leggere è una storia davvero incredibile. Buona lettura!

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Biografia
Helmut Ewald Schreiber, meglio conosciuto con il nome d’arte Kalanag che significa “serpente nero” nacque il 23 gennaio 1903 a Backnang. Cresciuto in un contesto agiato, era il secondogenito di Wilhelm Schreiber, proprietario di una fabbrica e commerciante di tessuti, e di Martha Leuze, appartenente a una ricca famiglia di mercanti originaria di Passau.

Il suo interesse per la magia nacque in circostanze particolari. Nel 1911, ancora bambino, fu costretto a letto a causa di un’infezione all’orecchio che richiese un intervento chirurgico. Per distrarlo durante la convalescenza, uno zio gli regalò il libro Das Goldene Buch der Magie (“Il libro d’oro della magia”) di HFC Suhr, figura di rilievo e tra i fondatori del Magischer Zirkel von Deutschland. Fu un momento decisivo: da allora Schreiber sviluppò una passione profonda per l’illusionismo.

Negli anni successivi si dedicò con crescente entusiasmo a questa disciplina, entrando nel Circolo Magico di Germania già all’età di sedici anni. Il padre, inizialmente contrario a quello che considerava poco più di un passatempo, arrivò persino a distruggere gli strumenti da prestigiatore del figlio. Col tempo però cambiò atteggiamento, accettando la passione di Helmut a condizione che proseguisse seriamente gli studi.

Schreiber frequentò la Rosenberg-Realschule di Stoccarda e in seguito proseguì gli studi universitari a Monaco, iscrivendosi prima alla LMU di Monaco e poi alla Università Tecnica di Monaco. Sebbene il padre lo volesse medico, nel 1921 scelse di dedicarsi alla filosofia.

Durante il periodo universitario a Monaco organizzò uno dei primi congressi di magia in Germania, dimostrando già una notevole intraprendenza nel settore. Parallelamente iniziò a maturare esperienza nel mondo dello spettacolo come attore e drammaturgo presso il Münchner Kammerspiele.

A partire dal 1925 si trasferì a Berlino, dove iniziò a lavorare nell’industria cinematografica come direttore di produzione. Negli anni successivi prese parte a numerose produzioni del cinema muto, costruendosi una solida esperienza nel settore.

Nel 1927 divenne caporedattore della rivista MAGIE, pubblicazione ufficiale del Circolo Magico. In quegli anni adottò anche il nome d’arte “Kalanag”, ispirato all’elefante Kala Nag (“Serpente Nero”) del celebre libro. Il libro della giungla di Rudyard Kipling.

Carriera cinematografica
Grazie ai suoi contatti con Joseph Goebbels, Helmut Schreiber riuscì a inserirsi con successo nell’industria cinematografica tedesca, iniziando a lavorare per la Tobis Film. Con l’avvento del cinema sonoro, assunse il ruolo di direttore di produzione, consolidando rapidamente la propria posizione. A partire dal 1936 divenne responsabile di un gruppo di produzione e, nel 1939, raggiunse posizioni dirigenziali nell’industria cinematografica.

Durante questo periodo contribuì anche alla realizzazione del film Robert und Bertram, noto per essere l’unica commedia musicale apertamente antisemita distribuita durante il regime nazista.

Nel giugno del 1942 fu nominato direttore di produzione in Baviera, incarico che mantenne fino alla fine della Seconda guerra mondiale. Nel corso della sua carriera cinematografica ricoprì diversi ruoli, sia tecnici che organizzativi, contribuendo in modo significativo a numerose produzioni.

Dopo la guerra, Schreiber tentò di rimanere attivo anche nel settore dei media: entrò infatti nella Free Television Society, partecipando al progetto della Germany-Fernsehen GmbH, sostenuto dal cancelliere Konrad Adenauer. L’iniziativa, pensata come alternativa conservatrice alle emittenti pubbliche dell’ARD, fallì però a seguito di una sentenza della Corte costituzionale federale.

Carriera da illusionista
Parallelamente alla sua attività nel cinema, Schreiber sviluppò una carriera significativa nel mondo della magia, diventando una figura centrale del Magischer Zirkel von Deutschland, di cui fu presidente dal 1936 al 1945.

Iscritto al partito nazista (NSDAP) dal 1933, riuscì a evitare lo scioglimento del Circolo Magico durante il periodo della Gleichschaltung, anche se l’organizzazione fu costretta ad affiliarsi alla Camera della Cultura del Reich. Sotto la sua guida, il numero dei membri venne drasticamente ridotto e furono imposte restrizioni, tra cui il divieto di utilizzare musica di compositori ebrei. Inoltre, l’attività dei maghi non affiliati venne limitata, con conseguenze particolarmente pesanti per gli artisti ebrei.

Nonostante ciò, nel dopoguerra alcuni artisti ebrei difesero Schreiber, sostenendo che avesse continuato a impiegare personale ebraico anche durante il regime.

Dopo l’Anschluss del 1938, estese la propria influenza anche in Austria. Frequentò ambienti molto vicini al potere nazista, entrando in contatto con figure come Julius Schaub e partecipando a eventi presso il Berghof, il rifugio alpino di Adolf Hitler. In questo contesto, lui e la moglie Gloria de Vos furono invitati più volte a esibirsi davanti al Führer e al suo entourage.

In quegli anni, il regime nazista tollerava illusionisti e prestigiatori, purché le loro esibizioni fossero considerate intrattenimento e non legate a pratiche occulte reali. Schreiber intervenne anche in difesa della categoria, opponendosi a chi cercava di smascherare pubblicamente i trucchi dei maghi, arrivando a sfruttare le sue conoscenze politiche per bloccarne l’attività.

Dopo la guerra, impossibilitato a proseguire la carriera cinematografica, trasformò definitivamente la magia nella sua professione principale. A partire dal 1947, con il supporto di ex collaboratori della Tobis, iniziò a esibirsi con spettacoli grandiosi destinati anche alle truppe britanniche di occupazione.

I suoi show erano caratterizzati da scenografie elaborate e numeri spettacolari: tra i più celebri figuravano il “Magic Bar”, la sparizione di un’automobile sul palco e l’uso di animali esotici. Un ruolo centrale era ricoperto dalla moglie e assistente Gloria de Vos, che contribuiva a rendere ogni esibizione ancora più scenografica e affascinante.

Nonostante il successo, non è mai stato chiarito del tutto come Schreiber riuscì a finanziare spettacoli così costosi nella difficile Germania del dopoguerra, circostanza che alimentò sospetti e polemiche. Alcuni illusionisti, come Janos Bartl e Fredo Marvelli, arrivarono persino a chiedere il boicottaggio dei suoi spettacoli.

Tour mondiali
Negli anni ’50, Kalanag raggiunse l’apice della notorietà internazionale. Con una compagnia di circa 50 persone, intraprese tournée in numerosi paesi, tra cui Regno Unito, Svezia, Danimarca, Spagna, Sudafrica, Brasile, Stati Uniti, Turchia e Svizzera.

All’epoca era uno dei pochi illusionisti al mondo in grado di sostenere spettacoli così complessi e costosi su scala internazionale. Tuttavia, verso la fine del decennio, il declino del varietà iniziò a incidere negativamente anche sulla sua attività, portandolo ad affrontare difficoltà economiche.

Premi e riconoscimenti
A differenza di molti illusionisti moderni, la carriera di Helmut Schreiber non è caratterizzata da un ampio elenco di premi ufficiali. Il contesto storico in cui operò tra il periodo del Terzo Reich e il dopoguerra non favoriva infatti l’esistenza di sistemi strutturati di riconoscimento nel mondo della magia.

Nonostante ciò, Kalanag ottenne importanti attestazioni di prestigio e riconoscimento professionale, sia all’interno del Magischer Zirkel von Deutschland sia a livello internazionale, dove venne considerato uno dei più influenti illusionisti del suo tempo.

Anni ’20 Riconoscimento nel mondo magico tedesco
Durante questo periodo, Schreiber si affermò come figura emergente all’interno del Magischer Zirkel von Deutschland, arrivando nel 1927 a diventare caporedattore della rivista MAGIE. Pur non trattandosi di un premio formale, rappresenta un importante riconoscimento professionale nel settore.

L’Anello di Hofzinser
Nel 1936 gli fu conferito il prestigioso Anello di Hofzinser, uno dei riconoscimenti più ambiti nel mondo dell’illusionismo. In seguito, nel 1948, Schreiber lo trasferì a Ludwig Hanemann, noto con il nome d’arte Punx.

(1936 - 1945) Presidenza del Magischer Zirkel von Deutschland
La sua nomina a presidente del principale circolo magico tedesco costituisce uno dei riconoscimenti più rilevanti della sua carriera, indice della sua influenza nel panorama dell’illusionismo dell’epoca.

Anni ’50 Successo e riconoscimento internazionale
Durante le tournée internazionali, Kalanag ottenne un ampio riconoscimento da parte del pubblico e degli ambienti dello spettacolo in Europa e negli Stati Uniti, venendo considerato uno dei più grandi illusionisti del dopoguerra. Anche in questo caso si tratta più di una consacrazione artistica che di premi ufficiali documentati.

Curiosità
Di seguito raccogliamo alcuni dei fatti più sorprendenti su questa figura così affascinante. Alcune curiosità sono già state menzionate nei paragrafi precedenti, ma ho voluto riunirle in un’unica sezione per poterle avere tutte chiaramente distinte e facilmente consultabili. Scopriamo insieme quali sono!

Un nome d’arte dal fascino esotico
Il nome “Kalanag” deriva dall’elefante Kala Nag (“serpente nero”) del libro Il libro della giungla di Rudyard Kipling. La scelta contribuì a costruire un’immagine scenica misteriosa ed esotica, perfettamente in linea con i suoi spettacoli.

Spettacoli grandiosi nel dopoguerra
In un periodo segnato da difficoltà economiche, Kalanag riuscì a mettere in scena spettacoli estremamente costosi e complessi, con scenografie elaborate, ballerine e grandi illusioni. Tuttavia, non è mai stato chiarito con certezza come riuscì a finanziare inizialmente produzioni così imponenti: questo aspetto è ancora oggi oggetto di discussione tra gli storici.

Illusioni celebri… ma non sempre originali
Tra i numeri più noti dei suoi spettacoli vi era il cosiddetto “Magic Bar”, un’illusione storica resa celebre già nel XIX secolo da Jean Eugène Robert-Houdin e successivamente da David Devant. Anche la spettacolare sparizione di un’automobile riprendeva idee già sviluppate da Howard Thurston.

Il caso della parola “Simsalabim”
Schreiber sostenne di aver diffuso la formula magica “Simsalabim” ispirandosi a una filastrocca tedesca. Tuttavia, diversi storici della magia attribuiscono la popolarità di questa parola al mago danese-americano Dante.

Esibizioni davanti ai vertici del regime nazista
Kalanag si esibì più volte davanti a Adolf Hitler e al suo entourage, anche presso il Berghof. Secondo alcune testimonianze, Hitler apprezzava particolarmente i suoi spettacoli, arrivando a ridere e applaudire con entusiasmo. Va detto però che queste informazioni provengono principalmente da racconti e memorie successive, quindi alcuni dettagli potrebbero non essere del tutto precisi.

Un illusionista sotto osservazione?
Alcuni studiosi, come lo storico della magia Richard Hatch, hanno ipotizzato che i suoi frequenti viaggi internazionali potessero aver attirato l’attenzione dei servizi segreti nel dopoguerra. Tuttavia, non esistono prove definitive a sostegno di questa teoria, che resta quindi nel campo delle ipotesi.

Vita privata
Helmut Schreiber sposò la sua prima moglie, Gloria (nata Anneliese Vos), nel 1942, e dalla loro unione nacque una figlia nel 1943, chiamata Brigitte. La coppia divorziò nel 1960.

In seguito Schreiber si risposò e ebbe un’altra figlia, che venne anch’essa chiamata Brigitte.

Passione per le due ruote
Tra il 1930 e il 1934, Schreiber coltivò una forte passione per il motociclismo, cimentandosi come pilota in diverse competizioni.

Dietro le quinte del cinema
Nel corso della sua carriera cinematografica, fu coinvolto nella realizzazione di circa 150 film, ricoprendo ruoli tecnici e organizzativi che ne consolidarono la reputazione nell’industria.

L’incontro tra Silvan e Kalanag
Nel suo libro La nuova arte magica – illusionisti, trucchi e magie di tutti i tempi, il celebre illusionista Silvan racconta brevemente il suo incontro con Kalanag, nel 1959, insieme alla moglie di quest’ultimo, Gloria de Vos. Ogni sera Kalanag tramutava Gloria in un elegante leopardo, mentre lei, donna di straordinaria avvenenza, partecipava anche a un numero di levitazione. Lo spettacolo includeva inoltre altri numeri spettacolari: la danza di scheletri luminescenti, la sparizione di grandi automobili e, soprattutto, il celebre trucco della corda indiana, eseguito da Kalanag con una perfezione impressionante.

Opere scritte da Kalanag
Le opere che seguono sono attribuite direttamente a Helmut Schreiber o pubblicate sotto il suo nome.

Kalanag: Simsalabim wirbelt um die Welt
Pubblicato nel 1949, questo libro è una raccolta di racconti, aneddoti e descrizioni legati al mondo magico e alla carriera di Kalanag, pensato per il pubblico interessato all’illusionismo e alle sue esibizioni.

Kalanag: Ein Magier erzählt sein Leben
Pubblicato nel 1962, è considerata un’autobiografia del mago, in cui Schreiber narra direttamente la propria esperienza di vita e carriera.

Nota: Entrambe le opere sono citate in fonti bibliografiche ufficiali e risultano registrate nei cataloghi bibliotecari, ma il loro stato editoriale e circolazione può variare (soprattutto per edizioni rare o fuori stampa).

Biografie e studi critici su Kalanag
Oltre alle opere scritte da Schreiber stesso, esistono pubblicazioni moderne che analizzano la sua vita e la sua figura storica:

Der große Kalanag: Wie Hitlers Zauberer die Vergangenheit verschwinden ließ und die Welt eroberte di Malte Herwig
Una biografia dettagliata e ampiamente documentata pubblicata nel 2021 che racconta la vita di Kalanag, esplorando la sua carriera di illusionista e la controversa relazione con il regime nazista e il dopoguerra.

Kalanag: Die kontrollierten Illusionen des Helmut Schreiber di Rolf Aurich (2016)
Uno studio specialistico sul mago, incentrato sulle illusioni, sulle strategie di spettacolo e sul contesto storico in cui operò.

Zauberpraxis 10: Kalanag Karikaturen compilazione di Alfred Czernewitz
Una pubblicazione illustrata contenente caricature, disegni e materiali grafici storici sul personaggio di Kalanag.

Ultimi anni e morte
Negli anni successivi al grande successo internazionale, Kalanag non riuscì a consolidare completamente il suo prestigio con una versione ridotta della sua rivista magica. A metà degli anni ’50 si trasferì da Amburgo al piccolo villaggio di Fornsbach, dove sua cugina Margarete Sedlmayer gestiva un locale e possedeva un terreno. Qui costruì il “Kalanag Studio”, un bungalow con palcoscenico dove continuò a lavorare su nuovi numeri ed esibizioni.

Il 23 gennaio 1963 celebrò il suo sessantesimo compleanno, ma l’anno si concluse tragicamente: morì il 24 dicembre 1963 all’ospedale di Gaildorf, probabilmente a causa di un’insufficienza cardiaca. La sua morte alla vigilia di Natale, all’età di 60 anni, è confermata dalle principali biografie e archivi biografici dedicati alla sua figura.

Secondo sua figlia Brigitte Löser, Schreiber “viveva in modo molto malsano ed era molto sovrappeso”, un fattore che probabilmente contribuì al suo prematuro decesso.

NOTA: Per quanto riguarda il luogo di sepoltura di Schreiber, le principali fonti biografiche, sia in lingua inglese sia tedesca, non riportano informazioni ufficiali o concordate. Al momento, quindi, non è possibile stabilire con certezza dove sia stato sepolto, secondo le fonti pubbliche disponibili.

Conclusione
Come sempre, chiudo quasi in maniera consueta, ma quello che sto per dire ha per me un valore particolare. Spero davvero che questo articolo vi abbia permesso di conoscere più a fondo la figura di Kalanag, facendovi scoprire le sfumature più incredibili della sua storia. Non so spiegarmi il perché, ma rileggere la sua vicenda mi ha trasmesso le stesse emozioni della prima volta che ne venni a conoscenza. Trovo la sua storia affascinante, quasi surreale. Non chiedetemi il motivo: è semplicemente così. Come tutte le storie e i racconti presenti in questo blog, anche quella di Kalanag ha molto da insegnarci.

Nota sulle fonti
*Desidero precisare che le informazioni riportate in questo articolo sono frutto di un’attenta ricerca condotta attraverso fonti attendibili, tra cui biografie ufficiali, testi storici e portali specializzati in illusionismo e storia dello spettacolo. Alcuni contenuti sono stati consultati anche su Wikipedia e verificati, per quanto possibile, con fonti incrociate.

Invito chiunque voglia segnalare integrazioni, correzioni o approfondimenti a lasciare un commento nello spazio dedicato.

Grazie per il vostro prezioso contributo alla qualità e alla precisione dei contenuti.

Vi saluto e vi ricordo che il nostro prossimo appuntamento è per sabato prossimo. Non mancate!

Con affetto e stima.

-KID-

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