Dante

Immagine reperita da: Wikimedia Commons



Alla scoperta di una leggenda della magia



Cari amici lettori, bentornati nel nostro viaggio nel mondo dell’illusionismo.

Oggi rendiamo omaggio a uno dei grandi protagonisti dell’arte magica affermatisi prima della Seconda Guerra Mondiale: un nome che ha lasciato un’impronta profonda e duratura nella storia della prestigiazione, e che ogni illusionista dovrebbe conoscere. La sua carriera, il suo stile e le curiosità che circondano la sua figura lo hanno reso una leggenda capace di influenzare generazioni di artisti.

Tra gli aneddoti più affascinanti spicca anche un episodio che coinvolge il celebre Silvan ma di questo parleremo più avanti.

Per ora, mettetevi comodi e preparatevi a scoprire la straordinaria storia di Harry August Jansen.

Buona lettura!

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Biografia
Dante, nome d’arte di Harry August Jansen, nacque il 3 ottobre 1883 a Copenaghen, in Danimarca, da genitori statunitensi. La sua nascita in Europa fu legata a temporanee esigenze lavorative del padre; la famiglia rientrò negli Stati Uniti quando Harry aveva circa sei anni, stabilendosi inizialmente nel Midwest e successivamente in California.

Cresciuto in un ambiente familiare stabile e di buona condizione economica, Jansen ricevette un’educazione regolare e mostrò fin dall’infanzia una spiccata curiosità per il mondo dello spettacolo. L’America di fine Ottocento rappresentava un terreno particolarmente fertile per il varietà e l’illusionismo teatrale: i grandi maghi riempivano teatri e circuiti di vaudeville, contribuendo a rendere la magia uno degli intrattenimenti più popolari dell’epoca.

Ancora giovane ebbe occasione di assistere agli spettacoli di celebri illusionisti come Herrmann e Harry Kellar, esperienze che lo impressionarono profondamente. Affascinato da quei numeri spettacolari, iniziò a sperimentare piccoli giochi di prestigio già in età scolastica, divertendosi secondo i racconti biografici a far “sparire” i bottoni delle giacche dei compagni di classe.

Durante l’adolescenza, questo interesse si consolidò in una vera e propria vocazione. L’influenza degli illusionisti europei e americani attivi tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo fu determinante nella sua formazione artistica. Jansen non si limitò a considerare la magia come un semplice passatempo, ma iniziò a studiarne con serietà le tecniche, i meccanismi scenici e la costruzione dell’effetto teatrale.

Questi primi anni di apprendistato e di entusiasmo giovanile costituirono la base di una carriera che lo avrebbe portato a diventare uno dei più celebri illusionisti della prima metà del Novecento, noto per la grandiosità delle sue produzioni e per uno stile scenico elegante e internazionale.

Carriera
Gli esordi professionali di Dante furono strettamente legati alla figura di Howard Thurston, uno dei maggiori illusionisti americani del tempo. Dopo aver maturato esperienza nel circuito del vaudeville e in piccoli spettacoli autonomi, Jansen attirò l’attenzione di Thurston, che lo ingaggiò come collaboratore e, successivamente, gli affidò la guida di una compagnia itinerante associata al suo nome.

Questa opportunità segnò una svolta decisiva: Dante poté perfezionare la costruzione dello spettacolo di grande illusione e acquisire esperienza nella gestione di produzioni complesse. In breve tempo fu in grado di sostenere programmi completi, esibendosi con successo in importanti città degli Stati Uniti, tra cui Boston e Salt Lake City.

In questi anni consolidò anche la propria vita privata. Sposò Edna Herr, artista dotata di talento musicale, che entrò stabilmente nella compagnia contribuendo alla qualità scenica delle produzioni. La collaborazione tra i due fu sia artistica sia personale e accompagnò l’intera fase di espansione internazionale dello spettacolo.

Quando Thurston decise di concentrare la propria attività negli Stati Uniti, Dante fu incaricato di rappresentare il marchio all’estero. Iniziňò così una lunga stagione di tournée internazionali che lo portarono in Sud America e nei Caraibi, dove ottenne grande successo nonostante alcune difficoltà logistiche, tra cui un incendio che distrusse parte dell’attrezzatura scenica.

Negli anni Trenta la compagnia si affermò anche in Europa. Dopo tappe in numerose capitali, Dante si esibì con successo nell’Unione Sovietica e in diversi paesi del continente. Un traguardo particolarmente significativo fu il debutto nel 1936 all’Alhambra Theatre di Londra, uno dei palcoscenici più prestigiosi dell’epoca, dove il suo spettacolo noto per il celebre motto “Sim Sala Bim” riscosse un’accoglienza entusiastica.

Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, Dante si trovava a Berlino e riuscì a lasciare la Germania poco dopo l’invasione della Polonia. Rientrato negli Stati Uniti, si stabilì temporaneamente nel suo ranch in California, ma riprese presto l’attività teatrale su richiesta degli impresari di New York.

Nel 1940 debuttò a Broadway al Moresco Theatre, ottenendo ampi consensi di pubblico e critica. Lo spettacolo fu portato in tournée per diversi anni negli Stati Uniti, in Canada e in Messico.

Nel dopoguerra tornò in Europa per ulteriori tournée in Gran Bretagna, Scandinavia e Paesi Bassi, prima di rientrare definitivamente negli Stati Uniti. Oltre alla spettacolarità delle grandi illusioni, Dante era apprezzato anche per l’eccellente tecnica manipolatoria, che gli consentiva di sostenere un’intera serata senza ricorrere a numeri estranei all’arte magica.

Premi e riconoscimenti
Per Dante (Harry August Jansen) è importante fare una precisazione metodologica: a differenza dei maghi contemporanei, la sua carriera si svolse in un’epoca in cui non esisteva ancora un sistema strutturato di premi internazionali dell’illusionismo (come i FISM, istituiti solo nel 1948).

Di conseguenza, i suoi riconoscimenti furono soprattutto onorificenze associative, tributi ufficiali e riconoscimenti alla carriera, documentati da fonti storiche del mondo magico.

Nel corso della sua lunga carriera internazionale, Dante ricevette numerosi attestati di stima e riconoscimenti ufficiali da parte della comunità magica e delle associazioni di categoria.

- Presidente della International Brotherhood of Magicians (IBM) 
Dante fu eletto presidente della International Brotherhood of Magicians, una delle più importanti organizzazioni magiche al mondo, fondata nel 1922. La nomina rappresentò un riconoscimento formale del suo prestigio artistico e della sua influenza internazionale.

- Inserimento nella Hall of Fame della Society of American Magicians (postumo)
È stato inserito nella Hall of Fame della Society of American Magicians, storica associazione fondata nel 1902 a New York, come uno dei grandi protagonisti dell’illusionismo teatrale del Novecento.

- Riconoscimenti alla carriera da associazioni magiche internazionali
Nel corso delle tournée europee e americane ricevette onorificenze e tributi ufficiali da circoli e accademie magiche, che ne celebrarono il contributo alla diffusione della grande illusione teatrale.

Oltre ai riconoscimenti formali, Dante godette di un prestigio straordinario presso il pubblico e la critica internazionale, culminato nel successo a Broadway nel 1940 e nelle lunghe tournée europee e americane del secondo dopoguerra. La sua figura è oggi considerata una delle più rappresentative della “Golden Age of Magic”.

Curiosità

La frase “Sim Sala Bim” deriva da una canzone popolare danese.
La formula, diventata il suo marchio di fabbrica negli spettacoli, è una frase nonsense contenuta nei testi di una vecchia canzone per bambini danese ed è stata adottata da Dante come parte del suo stile scenico distintivo.

La celebre formula magica “Sim Sala Bim”
Resa popolare in Italia da Silvan, affonda le proprie radici nella tradizione illusionistica internazionale. L’espressione fu infatti ampiamente utilizzata da Dante, diventandone un vero e proprio segno distintivo scenico. L’adozione della formula da parte di Silvan rappresenta dunque non solo un richiamo alla grande tradizione della magia teatrale, ma anche un esplicito tributo di ammirazione verso uno dei più celebri illusionisti del Novecento. La grandiosità e l’impegno produttivo degli spettacoli di Dante influenzarono notevolmente gli illusionisti europei.

Fu soprannominato “King of Magicians”
Dante era spesso pubblicizzato con questo titolo nei manifesti e nei programmi di spettacolo, un segno del suo prestigio internazionale come grande illusionista del suo tempo.

Thurston gli cambiò il nome in “Dante”.
Si racconta che la scelta dello pseudonimo fosse legata alla presenza di una figura femminile importante nella sua vita, spesso identificata come la sua “Beatrice”, e che fu anche sua moglie a suggerirlo: una mattina, vedendolo rincasare stanco e con la barba lunga, avrebbe commentato che sembrava “uscito dall’Inferno di Dante”.

Gestiva personalmente un laboratorio di illusioni e attrezzerie.
Oltre a esibirsi, Jansen costruiva e perfezionava molte delle proprie illusioni, talvolta proteggendo i progetti con copyright e intervenendo direttamente sulla realizzazione tecnica degli effetti.

Il suo show era accompagnato da un grande numero di collaboratori.
La sua compagnia era composta spesso da 25/40 persone tra assistenti, musicisti e tecnici, cosa piuttosto rara per effetti di grande illusionismo itinerante dell’epoca.

Fece la sua ultima apparizione pubblica poco prima di morire.
Settimane prima della sua morte, Dante tenne una conferenza davanti ad associazioni magiche riunite, dove raccontò le sue tournées e la sua esperienza di artista di grande illusionismo.

Apparizioni cinematografiche e televisive
Dante ebbe una parte in un film con Laurel Hardy e fu protagonista assoluto di Racket Busters. Collaborò inoltre con le reti televisive americane, portando le sue esibizioni di grande illusionismo anche sul piccolo schermo.

Libri e pubblicazioni
Non esistono pubblicazioni tecniche moderne o manuali professionali firmati da Dante per l’insegnamento della magia agli addetti ai lavori. Le opere documentate consistono principalmente in raccolte storiche, biografie, testimonianze e materiali audiovisivi che illustrano la sua vita, le sue tournée e le sue esibizioni. Tutti i titoli citati di seguito sono verificabili e considerati attendibili dalle fonti storiche della magia.

- Dante : 50 Mysteries
Una pubblicazione datata (probabilmente dei primi anni ’30) attribuita a Dante stesso che raccoglie contenuti sulla sua vita, curiosità, commenti e altri materiali illustrativi legati al suo lavoro teatrale e alle sue esibizioni.

- Dante (Prague, circa 1940), edito/compilato da Edna H. Jansen
Si tratta di un volume illustrato che racconta i viaggi e gli spettacoli di Dante, con fotografie e testi d’epoca. L’opera è considerata materiale storico e documentario sull’attività del mago e fu compilata con contributi originali dell’entourage dell’artista.

- Dante: The Devil Himself (Phil Temple, 1991)
Biografia approfondita curata dallo storico della magia Phil Temple, basata sui materiali personali e sui ricordi di chi lavorò con Dante. È considerata una delle opere biografiche più attendibili su Harry Jansen.

- Trouping with Dante (Marion Trikosko, 2006)
Una testimonianza di chi fece parte della compagnia di Dante, con memorie di tournée e dettagli di vita sul palco, apprezzata dagli storici della magia.

DVD e film

Dante’s Mysteries (DVD)
Ripubblicazione remasterizzata del film del 1930 in cui Dante appare in performance di magia visiva include scene di grande illusione come il “Sawing a Woman in Half” e altri effetti scenici. Questo DVD è uno dei pochi materiali audiovisivi storici che mostrano in azione Dante come performer.

Ebook/ManualiDante: 50 Tricks for Everybody
Un ebook disponibile presso rivenditori specializzati che raccoglie trucchi illustrati e consigli di prestidigitazione attribuiti a Dante. Anche se non si tratta di un manuale professionale accademico, è un testo storico che riflette il repertorio di routine semplici legate alla sua pratica artistica.

Ultimi anni e morte
Negli anni immediatamente successivi alla Seconda guerra mondiale, Dante ridusse gradualmente l’attività di tournée. Con l’affermarsi della televisione negli Stati Uniti, molti teatri di vaudeville e varietà persero pubblico, e questo cambiamento influenzò profondamente il mondo dello spettacolo dal vivo. A causa del progressivo declino del circuito teatrale tradizionale, Dante si stabilì nella San Fernando Valley, in California, dove visse negli ultimi anni in un ranch privato.

Nonostante il ritiro dalle grandi tournée, continuò a mantenere rapporti con la comunità magica e partecipò ad eventi e convention. Una delle sue ultime apparizioni pubbliche documentate avvenne pochi giorni prima della sua morte, quando tenne una conferenza davanti a colleghi e appassionati durante una riunione congiunta di associazioni magiche, tra cui la Society of American Magicians e la Pacific Coast Association of Magicians, a Santa Barbara.

Harry August Jansen morì il 15 giugno 1955 all’età di 71 anni nel suo ranch di Northridge, California (USA), a causa di un infarto cardiaco. Secondo le cronache dell’epoca, si trovava da solo al momento del decesso.

Inizialmente il corpo di Dante fu cremato dopo la morte; per molti anni le sue ceneri (assieme a quelle di sua moglie, Edna Herr) rimasero in un deposito provvisorio presso una struttura di cremazione, senza una collocazione ufficiale permanente. Successivamente, grazie all’impegno della comunità magica internazionale e al sostegno della Society of American Magicians, le ceneri di Dante e di sua moglie vennero trasferite e collocate al San Francisco Columbarium, un luogo di sepoltura e commemorazione a San Francisco, California.

Riflessioni dell’autore
Trovo che l’intera storia di Dante sia incredibile e, soprattutto, affascinante: la sua escalation fu davvero impressionante. Oggi non saprei dire se sia più facile o più difficile emergere nel mondo dell’illusionismo. Senza dubbio oggi è più accessibile, grazie ai social media, che permettono di farsi vedere e, per alcuni, di spiccare più rapidamente. Tuttavia, all’epoca di Dante contava solo il talento e la vera bravura. Oggi spesso la popolarità sembra legata al numero di follower o ai “like” sui post, mentre il talento passa in secondo piano, e questo mi rattrista.

Ciò che mi colpisce maggiormente, però, è la storia della formula magica “Sim Sala Bim”. Da bambino mi sono sempre chiesto come Silvan potesse aver “inventato” una formula così subliminale e affascinante. Grazie alla storia di Dante, ora sappiamo da dove proviene e chi l’ha adottata per primo. Ci tengo a precisare, però, che quanto sto per dire va preso con cautela: attualmente la formula appartiene totalmente a Silvan, che ne detiene i diritti. Ho letto questa informazione in un libro di riferimento, il cui titolo purtroppo mi sfugge al momento.

Nota sulle fonti
*Desidero precisare che le informazioni riportate in questo articolo sono frutto di un’attenta ricerca condotta attraverso fonti attendibili, tra cui biografie ufficiali, testi storici e portali specializzati in illusionismo e storia dello spettacolo. Alcuni contenuti sono stati consultati anche su Wikipedia e verificati, per quanto possibile, con fonti incrociate.

Invito chiunque voglia segnalare integrazioni, correzioni o approfondimenti a lasciare un commento nello spazio dedicato.

Grazie per il vostro prezioso contributo alla qualità e alla precisione dei contenuti.

Vi saluto e vi ricordo che il nostro prossimo appuntamento è per sabato prossimo. Non mancate!

Con affetto e stima.

-KID-










 

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