Proposte che cambiano il gioco: come affrontare il lavoro che non ti aspettavi

Illustrazione a cura dell'autore 





Dalla gestione delle telefonate alla preparazione dell’ingaggio: consigli pratici e riflessioni personali per trasformare ogni opportunità in crescita professionale e personale.



Cari amici lettori, bentrovati sul mio blog.
Siamo arrivati all’ultimo sabato del mese e, come di consueto, oggi non parleremo di un artista in particolare. Voglio invece condividere con voi alcune riflessioni e consigli sul mondo dello spettacolo, sempre da un punto di vista professionale.

L’articolo che state per leggere è pensato sia per chi vive questo settore a livello amatoriale, sia per chi ha trasformato la propria passione in una vera e propria carriera. Mi piacerebbe inoltre che, al termine della lettura, qualcuno di voi condividesse la propria opinione nel box commenti: confrontarsi su punti di vista diversi è sempre una grande occasione di crescita.

Vi anticipo brevemente il tema di oggi: quelle proposte lavorative che non ci saremmo mai aspettati. Parlo di opportunità capaci di far battere il cuore più forte e regalare una scarica di adrenalina improvvisa, di quelle che ci ricordano perché abbiamo scelto questo mestiere.

Detto questo, vi auguro una buona lettura.

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Gestione della telefonata
Per spiegare meglio questo concetto, proprio in questi giorni ho ricevuto una telefonata da parte di Google, durante la quale mi venivano proposti alcuni servizi. So che l’esempio si discosta leggermente dalla premessa iniziale, ma credo sia perfetto per raccontarvi come ho gestito la chiamata.

Dall’altra parte del telefono c’era una voce femminile che, in modo molto chiaro e coinvolgente, mi elencava una serie di benefici legati all’attivazione di un abbonamento. L’ho lasciata parlare, ascoltando con attenzione: durante tutta l’esposizione, però, non è mai stato menzionato il costo. Solo al termine ho chiesto esplicitamente quale fosse la cifra richiesta, e si trattava di un importo piuttosto importante.

Spesso, quando ascoltiamo qualcosa che potrebbe interessarci soprattutto se viene presentato in maniera esaustiva e particolarmente appetibile siamo più predisposti a rispondere con un “sì”. Proprio per questo, in situazioni del genere è fondamentale non esporsi più del dovuto durante una telefonata. Non abbiamo il tempo materiale per analizzare a fondo tutte le informazioni ricevute, né per valutare se il servizio proposto sia realmente vantaggioso per il nostro caso specifico.

La mia richiesta è stata semplice: ho chiesto che tutto ciò che mi era stato spiegato verbalmente mi venisse inviato via email, così da potermi prendere il tempo necessario per riflettere. In quel momento io ero il cliente, e come tale avevo (e ho) il diritto di fare domande, esprimere dubbi e richiedere un documento chiaro e dettagliato.

Chi svolge questo tipo di lavoro, spesso, utilizza espressioni ben precise come: “questa offerta è valida solo per un periodo limitato”, “è un’occasione unica”, “è riservata solo a te”. Senza dirlo apertamente, viene trasmesso un senso di urgenza che spinge a decidere in fretta, senza il tempo necessario per una valutazione consapevole.

Probabilmente, in questo caso, la mia professione mi ha aiutato: essendo abituato a interfacciarmi quotidianamente con perfetti sconosciuti, non ho esitato a dire che in quel momento non ero nelle condizioni di accettare la proposta, pur restando disponibile a ricevere tutto per iscritto. Questo mi ha permesso di analizzare l’offerta con calma, confrontarmi con persone fidate e mantenere il pieno controllo della situazione.

Avere il completo controllo in questi casi è fondamentale e non va mai sottovalutato, soprattutto durante telefonate in cui vengono richiesti anche dati sensibili. In un periodo storico in cui le truffe telefoniche sono sempre più frequenti, è importante mantenere lucidità e attenzione. In questo caso specifico non si trattava di nulla di illecito, ma l’approccio prudente resta sempre la scelta migliore.

L’attenzione ai dettagli
In questo paragrafo mi ricollego alla premessa iniziale, perché di fronte a una proposta lavorativa la prudenza e la calma giocano un ruolo cruciale. Ci tengo a sottolinearlo anche alla luce della mia esperienza personale: in passato è capitato anche a me di lasciarmi trascinare dall’entusiasmo e di commettere errori importanti. Oggi posso dire che, ogni volta che sbaglio, sono in qualche modo “contento”, perché l’errore diventa un’occasione di crescita e mi prepara ad affrontare situazioni future con maggiore lucidità.

Ricordo bene l’inizio della mia carriera come artista: ogni richiesta di lavoro era motivo di grande entusiasmo e spesso mi facevo prendere dall’emozione del momento. Questo mi portava a commettere errori non solo dal punto di vista economico, ma anche nella comunicazione. Tralasciavo dettagli fondamentali come l’età dei bambini, il luogo in cui si sarebbe svolta la festa o l’invio di un preventivo chiaro e dettagliato.

Tutto questo, inevitabilmente, generava complicazioni durante lo svolgimento dello spettacolo, costringendomi a risolvere situazioni spiacevoli una volta arrivato sul posto. Quando invece l’obiettivo dovrebbe essere quello di presentarsi all’evento con la massima tranquillità e concentrazione. Va anche detto che ho iniziato molto presto, senza un’esperienza solida alle spalle, ed è quindi normale che in quella fase mi sia trovato ad affrontare situazioni difficili.

Oggi il mio approccio è completamente diverso. Prima di confermare un ingaggio, mi assicuro sempre di avere chiare alcune informazioni fondamentali, che considero indispensabili per lavorare serenamente:

- Età del bambino o della bambina

- Tipologia del luogo (locale pubblico o abitazione privata)

- Eventuali obblighi legati alla riproduzione musicale e alle normative SIAE

- Spazio disponibile per scenografie e impianto audio

- Facilità di carico e scarico del materiale

- Presenza di limitazioni come ZTL o autorizzazioni particolari

Questi sono solo alcuni degli aspetti a cui presto attenzione, e potrei elencarne molti altri. Ho preferito fermarmi qui per non appesantire la lettura, ma il concetto resta lo stesso: prendersi il tempo necessario, fare le domande giuste e curare ogni dettaglio permette di arrivare all’evento con serenità e di trasformare un ingaggio in un’esperienza professionale positiva, per sé e per il cliente.

Quando arriva la proposta che non ti aspettavi
Non mancano, nel nostro percorso, quelle richieste che sembrano quasi uno scherzo o un sogno ad occhi aperti. Proposte che ci fanno sobbalzare il cuore e ci lasciano increduli. Prendendo me stesso come esempio, non avrei mai immaginato, agli inizi, di dover affrontare spettacoli in trasferta: era un’ipotesi che semplicemente non prendevo in considerazione. Eppure, con il tempo, è successo anche questo.

È chiaro che occasioni del genere sono difficili da rifiutare. Sono opportunità preziose per farsi conoscere anche fuori dal proprio territorio e rappresentano la conferma che il nostro servizio viene apprezzato e richiesto anche al di fuori della provincia. Proprio per questo motivo, però, vanno gestite con ancora maggiore attenzione.

In queste situazioni l’esperienza gioca un ruolo fondamentale. Spesso, in una sola telefonata o in un singolo messaggio di risposta, dobbiamo riuscire a concentrare tutto il bagaglio professionale accumulato nel tempo. Avere una comunicazione chiara, sicura e ben strutturata è essenziale: già dal primo contatto il cliente deve poter “assaporare” quella che sarà l’esperienza scegliendo il nostro servizio, proprio come accade quando una proposta viene presentata in modo efficace e coinvolgente.

Allo stesso tempo, è importante mantenere calma e lucidità, senza farsi prendere dall’ansia o dall’entusiasmo. Se il cliente, durante la chiamata, chiede immediatamente il costo del servizio, è sempre buona norma spiegare che per fornire un prezzo corretto è necessario valutare prima diversi fattori. Solo dopo questa analisi si potrà formulare un preventivo dettagliato.

Comunicare un costo senza aver considerato elementi come la distanza, le spese di viaggio, il pernottamento in B&B o hotel può portare a errori importanti e a danni economici non indifferenti. È altrettanto fondamentale assicurarsi che il cliente sia consapevole di star contattando un artista che proviene da un’altra città o regione: se, ad esempio, voi siete di Lecce e il cliente si trova a Milano, questo va chiarito subito per evitare fraintendimenti.

Una volta messi in chiaro tutti questi aspetti, non bisogna avere timore di chiedere il giusto compenso. A quel punto il cliente sarà pienamente consapevole che si tratta di un servizio che comporta costi più elevati rispetto a un evento locale. Nella fase di preventivazione è importante considerare anche i giorni impegnati dalla trasferta: spesso un evento fuori sede occupa almeno tre giorni tra viaggio di andata, spettacolo e rientro, giorni in cui non sarà possibile accettare altri incarichi.

Infine, va sempre valutato il periodo dell’anno. Se la proposta arriva in momenti particolarmente intensi come il periodo natalizio o la stagione estiva, in cui si è costretti a rinunciare ad altri eventi, anche questo aspetto deve essere tenuto in considerazione. Solo così una proposta entusiasmante potrà trasformarsi in un’opportunità davvero sostenibile e positiva.

Dopo la conferma: gestire l’attesa, l’ansia e l’mozioni
Una volta che la proposta viene accettata, è fondamentale continuare a mantenere calma e serenità. È naturale avvertire un peso diverso sulle spalle rispetto a un evento “standard”: la responsabilità aumenta e l’investimento emotivo cresce. Ansia e stress possono emergere, ma non devono mai prendere il sopravvento.

Anzi, queste emozioni possono diventare un’alleata preziosa: ci ricordano quanto ci stiamo impegnando e quanto teniamo a ciò che facciamo. Imparare a gestirle significa trasformare l’adrenalina in energia positiva, affrontare la sfida con lucidità e dimostrare a noi stessi di essere in grado di eccellere anche in situazioni complesse. Ogni volta che manteniamo la calma nonostante la pressione, non stiamo solo proteggendo la qualità del nostro lavoro, ma stiamo anche crescendo come professionisti e come persone.

Se in fase di contrattazione avete fatto tutte le valutazioni necessarie e avete proposto un servizio che, già dalle esigenze del cliente, sapete di poter soddisfare, allora non c’è motivo di temere. L’adrenalina in questi casi è naturale, ma va dosata e tenuta sotto controllo.

Può capitare che, dopo l’accordo, ci siano ulteriori telefonate o messaggi da parte del cliente. Questo non deve preoccuparvi: spesso emergono dubbi o richieste di chiarimento in un secondo momento ed è assolutamente normale. Tutto ciò non deve farvi mettere in discussione né farvi pensare di non essere all’altezza del servizio proposto.

Personalmente mi trovo proprio in questa fase: da dicembre sono in contatto costante con un cliente per un evento che si svolgerà ad aprile. Eppure questo non mi genera ansia. Fa parte del percorso, del rapporto professionale e della costruzione di fiducia reciproca. L’importante è non lasciarsi caricare di preoccupazioni che non nascono da voi, ma da paure immaginarie.

Cercate di vivere l’attesa con serenità. Preoccuparsi per qualcosa che non è ancora accaduto o che magari non accadrà mai non fa altro che peggiorare il vostro stato d’animo. Questo atteggiamento si impara con il tempo e con l’esperienza, non è immediato, ma è una conquista preziosa.

Affrontare le proprie paure fa parte del percorso di crescita. Se, ad esempio, temete di affrontare un viaggio da soli proprio come è successo a me provate a farlo comunque. Può diventare un’occasione per conoscervi meglio e scoprire aspetti di voi stessi che non immaginavate. Ricordo ancora la prima volta che, appena patentato, dovetti andare a Roma per lavoro: avevo diciannove anni e una paura inspiegabile. Eppure sono salito in macchina e l’ho fatto. Ancora oggi mi stupisco di come sono riuscito a gestire quella situazione. Da quell’esperienza ho scoperto che amo viaggiare da solo e che amo profondamente guidare.

La vita, a volte, ci sorprende in positivo, e le esperienze soprattutto quelle che ci spaventano ci aiutano a crescere come professionisti e come persone.

Quando dico di non preoccuparvi di un ingaggio in trasferta, non intendo dire che non dobbiate provare emozioni o ansie. Al contrario: per chi ama ciò che fa, è normalissimo provarle. L’importante è imparare a dosarle, governarle e non lasciarsi sopraffare da problemi che, al momento, esistono solo nella nostra mente.

Conclusione
Anche per questo articolo siamo giunti alla conclusione. Spero, come sempre, di averti condiviso informazioni preziose. Se sei arrivato fino a qui, ti ringrazio di cuore per il tempo che mi hai dedicato e per la fiducia che mi hai accordato.

Quello che ho scritto deriva da esperienze vissute sulla mia pelle: non sono ipotesi o riflessioni astratte, ma situazioni reali che ho affrontato personalmente. Per questo motivo spero che i miei consigli ti siano utili e che tu possa farne tesoro nel tuo percorso.

Mi farebbe molto piacere conoscere anche il tuo punto di vista: in che modo affronteresti una situazione simile? Ti è mai capitata un’esperienza analoga? Il tuo contributo è davvero importante e puoi condividerlo nel box commenti qui sotto. Sarà un piacere leggere le tue riflessioni.

Vi saluto e vi ricordo che il nostro prossimo appuntamento è per sabato prossimo. Non mancate!

Con affetto e stima.

-KID-

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