Ranieri Bustelli

Immagine reperita da: Wikipedia


Eredità e memoria: riconoscimenti, curiosità e ultimi anni.


Cari amici lettori,
eccoci di nuovo qui, pronti a proseguire il nostro viaggio indietro nel tempo. Trovo sempre affascinante come, attraverso un semplice articolo, sia possibile tornare alle origini e riscoprire i grandi volti che hanno segnato la storia della prestigiazione.

Ciò che più mi colpisce è constatare come, nonostante il passare dei secoli, alcune figure abbiano lasciato un’impronta così profonda da influenzare ancora oggi la magia contemporanea. Il protagonista di questo articolo è una di quelle personalità fondamentali: su di lui non esistono molte fonti dettagliate, ma proprio per questo la ricerca diventa ancora più stimolante.

Come sempre, farò del mio meglio per offrirvi un articolo il più completo possibile, capace di raccontarvi e farvi comprendere fino in fondo la grandezza di Ranieri Bustelli, un nome che merita di essere ricordato e valorizzato.

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Biografia
Ranieri Bustelli, nato a Tuscania, in provincia di Viterbo, il 12 febbraio 1898, fu un mago e prestigiatore italiano, considerato una figura di rilievo nel panorama dell’illusionismo del Novecento.

Figlio di Alberto Bustelli e Benilde Lucchetti, fu l’ultimo di quattro figli dopo Giuseppe, Amelia e Ines. La famiglia, originaria della vicina Tarquinia, risiedette a Tuscania solo per alcuni anni prima di trasferirsi stabilmente a Roma, città che ebbe un ruolo determinante nella sua formazione artistica.

Ranieri compì gli studi primari e parte di quelli secondari, un percorso scolastico significativo per l’epoca, sebbene mostrasse sin da giovane un interesse limitato per l’istruzione tradizionale. Già durante l’adolescenza iniziò ad avvicinarsi al mondo dei giochi di prestigio, esercitandosi in ambito domestico e tra amici, manifestando una precoce inclinazione per l’arte magica.

Il trasferimento a Roma si rivelò decisivo: qui entrò in contatto con Amedeo Bernardini, figura centrale della magia italiana del tempo, che ne divenne il maestro e lo introdusse ai fondamenti della prestidigitazione e dell’illusionismo. Da quel momento la magia divenne il fulcro della sua vita artistica, avviando un percorso che lo avrebbe portato a esibirsi in numerosi contesti e a essere riconosciuto come riferimento per generazioni successive di maghi.

Carriera
Dopo il trasferimento a Roma, Ranieri Bustelli entrò in contatto con l’ambiente dello spettacolo popolare e del varietà, frequentando circoli artistici e contesti teatrali nei quali maturò il suo interesse per la magia. In questo periodo conobbe Amedeo Bernardini, giocoliere e artista di strada, che viene generalmente indicato come una delle prime figure a introdurlo concretamente al mondo del gioco di prestigio. Successivamente Bustelli perfezionò la propria formazione sotto la guida di Luigi Piovano e Luigi Giovenzana, nomi di rilievo nella magia italiana dei primi decenni del Novecento.

L’avvio dell’attività professionale avvenne tra la fine degli anni Dieci e i primi anni Venti. Nel 1919 Bustelli si mise in proprio fondando la Compagnia d’Arte Magica Bustelli, con la quale propose uno spettacolo strutturato di magia e illusionismo articolato in numerosi quadri scenici, per una durata complessiva di circa due ore. Lo spettacolo, concepito come una vera e propria rivista, combinava numeri di prestigiazione, grandi illusioni e momenti di intrattenimento comico, anticipando una concezione moderna dello spettacolo magico.

Nel corso degli anni Venti e Trenta Bustelli consolidò il proprio successo esibendosi nei principali teatri italiani. Fu tra i primi prestigiatori in Italia a presentare la magia come uno spettacolo completo, curato sotto il profilo scenico, registico ed estetico, contribuendo a superare la dimensione del semplice numero isolato. In questo periodo la sua figura si affermò anche come modello di eleganza scenica, influenzando l’immaginario del mago in frac, cilindro e mantello.

È documentata la sua intensa attività teatrale nel secondo dopoguerra, fase considerata l’apice della sua carriera. Tra il 1948 e il 1949 si esibì per diversi mesi al Teatro Adriano di Roma, ottenendo un notevole riscontro di pubblico. La sua “Rivista Magica” lo consacrò definitivamente come uno dei prestigiatori più noti del panorama italiano, con spettacoli spesso esauriti e ampio risalto sulla stampa.

Negli anni Cinquanta Bustelli intraprese tournée all’estero, esibendosi in vari Paesi europei (tra cui Spagna, Nord Europa e Malta) e anche in Canada, ampliando ulteriormente la propria fama internazionale. Nello stesso periodo partecipò alle prime esperienze televisive dedicate alla magia, realizzando alcune puntate per la RAI, segno della sua capacità di adattarsi ai nuovi linguaggi dell’intrattenimento.

Un elemento significativo della sua notorietà è testimoniato dalla presenza di un manifesto di un suo spettacolo in una celebre scena del film Ladri di biciclette (1948) di Vittorio De Sica, dettaglio che conferma la diffusione del suo nome nella cultura popolare dell’epoca.

A partire dalla metà degli anni Cinquanta Bustelli si ritirò progressivamente dalle scene. Nel 1954 - 1955 cessò l’attività teatrale per dedicarsi alla progettazione e costruzione di attrezzature illusionistiche, fondando la Casa Magica Bustelli, specializzata nella realizzazione di macchine per giochi di prestigio.

Considerato un maestro e un precursore da numerosi prestigiatori contemporanei, ebbe un rapporto di stima e continuità artistica con Silvan, che ne ha più volte riconosciuto l’influenza. Negli ultimi anni di vita, Bustelli risiedette a Firenze con la moglie Jolanda Paffi, già figurante della sua compagnia, mantenendo un ruolo di riferimento morale e culturale per la magia italiana fino alla sua scomparsa.

Premi e riconoscimenti
Nel corso della sua carriera Ranieri Bustelli non fu destinatario di numerosi premi ufficiali nel senso moderno del termine, anche perché, nel periodo in cui operò, il mondo della prestigiazione italiana non prevedeva ancora un sistema strutturato di concorsi o riconoscimenti istituzionali. Tuttavia, la sua importanza storica e artistica è ampiamente attestata da onoranze, ruoli di prestigio, omaggi pubblici e riconoscimenti postumi.

Già durante la sua attività teatrale Bustelli godette di un ampio riconoscimento da parte della critica e del pubblico, come testimoniato dalla frequente presenza sui principali quotidiani e periodici di spettacolo del tempo, che ne sottolineavano l’eleganza scenica, la modernità degli allestimenti e la completezza dello spettacolo magico proposto.

Un riconoscimento di particolare rilievo fu la sua nomina a Presidente Onorario del Club Magico Italiano nell’agosto del 1955, titolo conferitogli in virtù del ruolo fondamentale svolto nella diffusione e nel rinnovamento dell’illusionismo italiano, nonché per l’impegno profuso nella formazione e nel sostegno delle nuove generazioni di prestigiatori.

Bustelli fu inoltre tra i fondatori e promotori di alcune delle principali istituzioni magiche italiane del Novecento, tra cui il Club Nazionale dei Maghi (1953) e il Circolo Magico Nazionale (1963), poi divenuto Circolo Amici della Magia. Tali incarichi, sebbene non configurabili come premi, rappresentano riconoscimenti ufficiali del suo prestigio all’interno della comunità magica.

Numerosi omaggi indiretti alla sua figura sono rintracciabili nella cultura popolare e teatrale del secondo dopoguerra. Particolarmente significativo è la presenza di un manifesto di un suo spettacolo nel film Ladri di biciclette (1948) di Vittorio De Sica: un dettaglio che testimonia la notorietà del suo nome e il suo radicamento nell’immaginario collettivo dell’epoca.

Dopo il ritiro dalle scene, Bustelli continuò a essere oggetto di riconoscimenti morali e commemorativi all’interno dei circoli magici italiani. A lui sono state dedicate serate commemorative, conferenze, articoli specialistici e citazioni storiche in pubblicazioni di settore, soprattutto in ambito associativo, dove viene regolarmente ricordato come uno dei padri della magia teatrale moderna in Italia.

Prestigiatori di fama successiva, tra cui Silvan, hanno più volte indicato Bustelli come maestro ideale e figura di riferimento, contribuendo a consolidarne la reputazione storica. Questo riconoscimento, pur non formalizzato in premi ufficiali, rappresenta una delle attestazioni più significative della sua eredità artistica.

Nel complesso, i premi e i riconoscimenti legati a Ranieri Bustelli si configurano meno come onorificenze formali e più come un consenso duraturo e trasversale, espresso attraverso incarichi istituzionali, omaggi culturali e una memoria ancora viva all’interno della comunità magica italiana.

Curiosità
Alcuni degli elementi che seguono possono richiamare riconoscimenti o omaggi già citati nelle sezioni precedenti; tuttavia, in questo spazio non vengono presentati come attestazioni ufficiali o onorificenze formali, bensì come tracce della presenza di Ranieri Bustelli nella memoria collettiva, nella toponomastica, nel cinema e nella cultura popolare. Si tratta di dettagli e testimonianze che aiutano a comprendere quanto la sua figura abbia superato l’ambito strettamente magico, entrando a far parte del tessuto culturale e simbolico del suo tempo e di quelli successivi.

Fu tra i promotori del Club Nazionale dei Maghi (1953), divenne Presidente Onorario del Club Magico Italiano nel 1955 e partecipò attivamente alla vita culturale della cosiddetta Scuola della Magia. Nel 1963 contribuì inoltre alla fondazione del Circolo Magico Nazionale, poi noto come Circolo Amici della Magia.

Ponte a lui dedicato a Firenze:
Nel 2018, in occasione del 120° anniversario della sua nascita, a Firenze è stato intitolato a Ranieri Bustelli un ponte sul torrente Mugnone che collega Via Faentina alla Piazza del Parterre, nei pressi della Chiesa della Madonna della Tosse. La cerimonia è stata ufficializzata dal Comune di Firenze come omaggio alla sua figura di illustre illusionista e prestigiatore, ricordato anche come il “Mago dei maghi”.

Toponomastica a Tuscania:
A Tuscania, suo paese natale, è documentata l’esistenza di una via intitolata a Ranieri Bustelli, a conferma del riconoscimento locale della sua importanza culturale e artistica.

Riconoscimento cinematografico:
La notorietà di Bustelli è indirettamente testimoniata dalla presenza di un manifesto di un suo spettacolo nel celebre film italiano Ladri di biciclette di Vittorio De Sica (1948), utilizzato come elemento di scena, segno della sua diffusione nell’immaginario collettivo dell’epoca.

Documentari e opere biografiche:
La vita e la carriera di Bustelli sono state oggetto di studi e di opere divulgative, tra cui il libro Il mago dei maghi. La vita straordinaria di Ranieri Bustelli (2014) con DVD/documentario allegato, che raccoglie testimonianze, fotografie e materiali storici dedicati alla sua figura.

Influenza sulle generazioni successive:
Prestigiatori e illusionisti come Silvan (Aldo Savoldello) hanno più volte citato l’influenza di Bustelli sulla propria formazione e carriera, contribuendo a mantenere vivo il suo ricordo tra gli artisti di magia contemporanei.

Silvan e Bustelli:
Come ricordato da Silvan nel volume “La nuova arte della magia. Illusionisti, trucchi e magie di tutti i tempi” (2020), il rapporto con Ranieri Bustelli fu segnato da un profondo rispetto artistico. In particolare, Silvan rievoca un episodio avvenuto nel 1956, quando Bustelli gli propose di prenderne il posto affidandogli il proprio spettacolo. L’offerta, definita dallo stesso Silvan “meravigliosa”, venne tuttavia declinata: all’epoca, ancora liceale, non si sentiva pronto a sostenere uno spettacolo di grandi illusioni e preferiva dedicarsi a numeri fondati sulla manipolazione.

Bustelli e i numeri più suggestivi:
Nel suo libro La nuova arte della magia. Illusionisti, trucchi e magie di tutti i tempi (2020), Silvan descrive lo spettacolo di Ranieri Bustelli come una vera e propria rivista illusionistica, ricchissima di effetti scenici e invenzioni spettacolari. Accanto alle celebri fontane luminose, Bustelli presentava numeri di grande impatto visivo, tra cui illusioni note come Il decapitato recalcitrante, Diecimila leghe sotto i mari, La danza degli scheletri, La bolla di sapone volante e la singolare Fabbrichetta di liquori, dalla quale era in grado di far apparire qualunque bevanda richiesta dal pubblico.

Tra i momenti più sorprendenti ricordati da Silvan figurava anche una scena di forte suggestione teatrale: da un semplice groviglio di stelle filanti prendeva vita un bambino di pochi mesi, suscitando stupore ed entusiasmo tanto negli adulti quanto nei più piccoli. Sequenze come questa contribuivano a rendere le sue riviste magiche spettacoli sontuosi, curati in ogni dettaglio e capaci di coinvolgere il pubblico in modo totale.

Opere
A differenza di molti prestigiatori moderni, Ranieri Bustelli non pubblicò opere teoriche o manuali di magia destinate esclusivamente agli addetti ai lavori. Tuttavia la sua attività produsse materiali stampati di diversa natura, destinati al pubblico degli spettacoli e alla memoria storica della sua arte.

Pubblicazioni dell’epoca:

Il giornale di Bustelli
Durante gli anni Trenta e Cinquanta, Bustelli fece realizzare un giornale di teatro distribuito gratuitamente nei teatri in occasione delle sue rappresentazioni. Questa pubblicazione, di quattro pagine, serviva da programma di sala ma conteneva testi, illustrazioni, informazioni sullo spettacolo e, in alcuni casi, scritti dello stesso Bustelli. Ne esistono copie in lingua italiana e spagnola databili agli anni Trenta e ai primi anni Cinquanta, rese rare oggi sul mercato collezionistico.

Libro magico di Bustelli (circa 1935–1936)
Esistono riferimenti a un opuscolo o brossura pubblicato negli anni Trenta, noto come Libro magico di Bustelli o simili, contenente illustrazioni e descrizioni di piccoli giochi o effetti illusionistici collegati al suo repertorio scenico. Si tratta di un documento raro e non facilmente reperibile, probabilmente concepito come souvenir o testo promozionale per il pubblico delle sue esibizioni.

Opere biografiche e celebrative:

Il mago dei maghi. La vita straordinaria di Ranieri Bustelli
Pubblicazione di Valeria E. Russo del 2014, edita da Florence Art Edizioni, che raccoglie biografia, materiali d’epoca, testimonianze (tra cui quella di Silvan) e un DVD documentario dedicato alla vita e alla carriera di Bustelli. Questa opera, pur non essendo scritta da Bustelli stesso, costituisce la più completa raccolta editoriale sulla sua figura e rappresenta una fonte importante per chi voglia approfondire l’argomento dal punto di vista storico e critico.

Note sul repertorio artistico
Non risultano pubblicazioni tecniche di magia o manuali divulgati da Bustelli a stampa professionale (ad esempio trattati di prestigiazione o libri di istruzioni). Le testimonianze raccolte nel giornale di Bustelli e negli opuscoli d’epoca sono considerate più documenti storici e di promozione teatrale che vere e proprie opere teoriche.

Ultimi anni e morte
Dopo oltre tre decenni di intensa attività sulle scene italiane e internazionali, Ranieri Bustelli si ritirò ufficialmente dalle esibizioni nel 1955. La trasformazione del mondo dell’intrattenimento, con la fine del teatro di varietà e l’ascesa della televisione, lo spinse a dedicarsi a nuovi ambiti della sua arte, privilegiando la progettazione e la costruzione di macchine e attrezzi illusionistici attraverso la Casa Magica Bustelli, laboratorio specializzato nella realizzazione di congegni per prestigiatori.

Pur lontano dal palcoscenico, Bustelli rimase un punto di riferimento per la comunità magica italiana, partecipando a congressi, riunioni associative e sostenendo la formazione di giovani illusionisti. Continuò a collaborare con associazioni come il Club Magico Italiano e il Circolo Amici della Magia, consolidando la sua influenza anche nel periodo post-attivo.

Negli ultimi anni, Ranieri Bustelli visse a Firenze, trasferendosi in una casa di riposo insieme alla moglie Jolanda Paffi, già figurante della sua compagnia. Qui trascorse i suoi giorni dedicandosi alla riflessione sulla propria carriera, mantenendo contatti con colleghi e allievi e conservando la passione per l’arte magica, anche se lontano dai riflettori.

Bustelli morì a Firenze il 30 aprile 1974, all’età di 76 anni, lasciando un’eredità duratura nell’illusionismo italiano. Il suo contributo al teatro magico e alla prestigiazione fu ricordato da generazioni successive di maghi e illusionisti, tra cui Silvan, che ne riconobbero il ruolo di maestro e precursore.

Nota sulle fonti
*Desidero precisare che le informazioni riportate in questo articolo sono frutto di un’attenta ricerca condotta attraverso fonti attendibili, tra cui biografie ufficiali, testi storici e portali specializzati in illusionismo e storia dello spettacolo. Alcuni contenuti sono stati consultati anche su Wikipedia e verificati, per quanto possibile, con fonti incrociate.

Invito chiunque voglia segnalare integrazioni, correzioni o approfondimenti a lasciare un commento nello spazio dedicato.

Grazie per il vostro prezioso contributo alla qualità e alla precisione dei contenuti.

Vi saluto e vi ricordo che il nostro prossimo appuntamento è per sabato prossimo. Non mancate!

Con affetto e stima.

-KID-


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