Tra Backstage e Performance: Un Viaggio dietro le Quinte di "E viva il Video Box"
"Nell'arte della performance, la coerenza del personaggio è
fondamentale per lasciare un'impressione duratura."
Benvenuti di nuovo sul mio blog! In questo nuovissimo articolo, ci ritroviamo in un altro sabato e, come di consueto, sono qui per condividere con voi qualcosa di interessante. Come alcuni di voi sapranno, lo scorso 23 gennaio ho avuto l'opportunità di essere presente negli studi Rai per registrare un segmento all'interno del programma "E viva il video box", ideato da Rosario Fiorello. Per coloro che seguono il blog, già conosceranno due articoli relativi a questa esperienza: "Da Amadeus a Fiorello: esperienze e riflessioni sulla mia carriera artistica" e "Tra luci e ombre: L'arte dell'improvvisazione nel mondo televisivo". Questi due articoli narrano le emozioni che ho provato quando sono stato chiamato per questa collaborazione e le impressioni immediatamente dopo l'esperienza negli studi. Oggi, sono qui per condividere alcune riflessioni insieme a voi riguardo alla mia partecipazione e alla performance in generale. Quindi, si tratta in effetti di tre articoli che raccontano, se vogliamo, "Il prima, il dopo e il durante" nel presente articolo, ci concentriamo sulla fase 'durante' relativa alla messa in onda del programma, offrendo quindi una riflessione generale sull'esperienza e su alcuni aspetti artistici.
Desidero anticiparvi che questo articolo sarà probabilmente più lungo del solito, quindi preparatevi... Per i lettori più pigri che preferiscono non leggere fino in fondo, posso dirvi in breve che l'intera puntata, o meglio il mio intervento, è andato molto bene. Tuttavia, per coloro che sono più curiosi e desiderano conoscere tutti i dettagli, vi invito a continuare a leggere i prossimi paragrafi. Per coloro che si sono persi i due articoli precedentemente citati, consiglio vivamente di dar loro un'occhiata per ottenere una visione completa della situazione e conoscere tutti i dettagli.
Dopo queste premesse, possiamo procedere. Come accennato prima, la mia performance è andata molto bene, ma desidero condividere qualcosa in più con voi. Nel primo articolo pubblicato riguardante questa esperienza, intitolato "Da Amadeus a Fiorello: esperienze e riflessioni sulla mia carriera artistica", ho menzionato che oltre alla semplice performance, avrei dovuto registrare dei backstage. E abbiamo dedicato quasi mezz'ora alla registrazione del backstage, che sarebbe poi stato aggiunto all'inizio della puntata o in alcuni intermezzi. Chi ha visto l'episodio sa bene di cosa sto parlando. Qui arriva il mio primo dispiacere: nonostante il lavoro svolto, tutto il materiale registrato durante il backstage non è stato trasmesso.
Ora, in questa situazione, si possono formulare diverse ipotesi che mi hanno assillato in questi giorni. Il primo pensiero che mi è balenato (essendo molto severo con me stesso) è stato che forse ciò che avevo proposto per il backstage non è stato gradito. In poche parole, si trattava di effetti rapidi con un mazzo di carte molto visivi, adatti a un contesto del genere. Ho evitato di eseguire numeri parlati, consapevole del fatto che ci trovavamo all'esterno degli studi e che il microfono, montato sulla GoPro, fosse distante da me, rischiando quindi che la mia voce non fosse udibile. Ho optato, quindi, per numeri visivi che non richiedessero la necessità di parlare. Il secondo pensiero che mi è venuto è che forse i numeri non sono stati eseguiti bene o che potessero presentare delle "sporcature", cioè degli errori tecnici. Tuttavia, parlando con un amico che aveva già registrato diverse volte in quel programma, mi ha spiegato che montano la puntata e non utilizzano necessariamente tutti i backstage registrati, altrimenti non riuscirebbero a rispettare le tempistiche della trasmissione.
Questo mi tranquillizza, ma rimango comunque deluso. Prima della registrazione, avevo chiarito con la produzione l'importanza di mandare in onda i dietro le quinte. Durante l'attesa in sala, prima di entrare in studio per registrare, il regista ha ripreso diversi momenti in cui eseguivo degli effetti magici a dei ragazzi/e che attendevano come me. Sarebbe stato gratificante vederli trasmessi, poiché le loro reazioni erano autentiche e visibilmente sorprese.
Ma passiamo ora alla vera e propria performance. Ho deciso deliberatamente di presentare qualcosa che finora non avevo mai fatto in un programma televisivo. Chi mi segue sa che nelle mie precedenti apparizioni televisive ho sempre proposto effetti di scena, ma mai qualcosa di più personale. Essendo specializzato nel close-up, ho voluto portare qualcosa di più intimo e personale, un effetto che mi appartenesse in modo più diretto. Ho scelto di eseguire un effetto che probabilmente alcuni di voi conoscono, ma per coloro che non lo avessero visto, in breve trattasi di una carta scelta che finisce all'interno del cellulare, con una sorpresa finale che viene estratta da esso. Ovviamente, per eseguire quanto descritto, era necessario avere uno spettatore con me. La ragazza della produzione è stata molto disponibile e gentile che si è prestata per questo numero. Nel complesso, il numero è andato bene e sono soddisfatto, ma come mi ripeto sempre: "Sarebbe potuto andare meglio? Assolutamente sì!"
Se dovessi valutare la mia performance, direi che siamo su un voto di sufficienza piena. Ora vi spiegherò il motivo di questa valutazione.
Ora, è importante comprendere una regola semplice da rispettare ma difficile da mantenere quando si esegue uno spettacolo o un numero: l'interpretazione del personaggio deve essere uniforme per tutti gli spettatori. Per chiarire meglio, se si sta eseguendo uno spettacolo e si chiama uno spettatore che nella vita svolge, ad esempio, la professione di medico, il trattamento sul palco deve essere identico a quando si chiama qualcuno che svolge, per esempio, il lavoro di pizzaiolo. In altre parole, se il nostro personaggio è un comico e il numero include battute o gag, è essenziale rispettare queste linee guida, altrimenti il risultato finale potrebbe risultare inconsistente e mancare di autenticità, compromettendo la nostra vera personalità.
Quello che è successo a me è esattamente la stessa cosa: il numero che ho presentato è un numero che normalmente dura molto di più, ma per ragioni televisive ho dovuto accorciare. Tuttavia, questa non è una giustificazione che voglio dare. Avrei potuto comunque arricchire il numero con qualche altra battuta, collocata strategicamente all'inizio e alla fine, per non far perdere il filo logico agli spettatori e concentrarli maggiormente sull'atto magico. Ma tutto questo è venuto meno, in parte perché ero preoccupato per i vari motivi già descritti nell'articolo intitolato "Tra luci e ombre: L'arte dell'improvvisazione nel mondo televisivo", e in parte perché non avevo con me un normale membro del pubblico.
Devo ammettere apertamente che non ho interpretato appieno il mio personaggio. Ho deliberatamente evitato alcune battute. Pertanto, in questa occasione sono stato molto minimalista.
Riflettendo su tutto ciò, con l'aiuto prezioso di un caro amico e collega, emergono ulteriori considerazioni da fare. Ad esempio, prendiamo in esame lo stesso numero: si tratta di un effetto tecnicamente pulito, senza errori evidenti. Le tecniche utilizzate non sono state tra le più semplici; ho volutamente rischiare, facendo cose sconsigliate in una situazione del genere. Tuttavia, sarebbe stato più prudente optare per la strada più sicura. Non ho avuto ovviamente l'opportunità di rivedere l'intero numero, non siamo mica a casa con il nostro cellulare che possiamo rivederci e ripetere il numero a finché non saremmo soddisfatti del risultato, e non sono state effettuate prove prima della registrazione effettiva. Come ha giustamente osservato il mio amico, si è trattato di un vero e proprio "One Shot".
Tirando le somme, sono complessivamente soddisfatto di come sia andata la performance. Bisogna anche considerare che le cose sarebbero potuto andare molto peggio, quindi alla fine sono grato a me stesso per il risultato ottenuto.
Qui posso confidarti, caro lettore una notizia esclusiva. Probabilmente questa avventura non finisce qui; molto probabilmente ci sarà un seguito, ma questa volta le cose andranno diversamente. Ora ho acquisito molte informazioni che prima non possedevo, come ad esempio il posizionamento della singola telecamera, che è fissa nell'angolo. Ho conosciuto Diletta e, se dovessi proporre nuovamente un numero in cui ho bisogno del suo coinvolgimento, ci sarebbe già più confidenza e, soprattutto, saprei quale effetto scegliere, adatto a quel tipo di inquadratura. Probabilmente il risultato sarebbe diverso, con l'obiettivo di far emergere il mio vero io, il vero personaggio che si cela dietro le tre lettere (KID). Spero comunque di avervi stupito e che abbiate vissuto quel minuto in modo leggero e spensierato, vedendo qualcosa di diverso dal solito. Inizialmente, avrei voluto portare qualche classico della cartomagia, poiché sono sempre affascinanti e non passano mai di moda, ma credo che la situazione avesse bisogno di qualcosa di più visivo e non troppo convenzionale. Spero di aver fatto la scelta giusta, e a giudicare dai numerosi messaggi e commenti sotto la mia performance, sembra essere stata gradita e apprezzata da molti. Perciò, per questo, vi sono grato.
In definitiva, come sempre, spero che vi sia piaciuto questo articolo e che sia stato d'aiuto. Personalmente, ho imparato ancora qualcosa di nuovo, perciò torno da quell'esperienza con un bagaglio artistico ancora più ricco. Ho compreso che il nostro personaggio non può variare; deve rimanere tale in qualsiasi occasione, senza mai far sentire a disagio chi è al nostro fianco, e ovviamente trattando lo spettatore con cura, come sopra descritto. È una regola semplice ma difficile da seguire; possiamo variare qualcosa al fine di non far sentire a disagio lo spettatore, qualora dovesse capitare una situazione come questa, ma non possiamo nascondere completamente la personalità del nostro personaggio. Per questo, ammetto che l'errore più visibile è stato non essere davvero me stesso in quell'occasione, nonostante ne fossi assolutamente consapevole. Devo riconoscere questo e non posso dire altrimenti. Tuttavia, sono comunque felice e grato di aver conosciuto Diletta e colgo l'occasione per ringraziarla nuovamente per tutto.
Penso di avervi detto tutto. Come sempre, vi ringrazio per l'attenzione dedicata anche a questo ultimo articolo. Tengo a precisare che il nome "Diletta" è ovviamente un nome fittizio che ho scelto per una migliore comprensione del testo e per proteggere la privacy della persona menzionata.
Il nostro prossimo appuntamento è per sabato prossimo. Vi auguro buon lavoro e buon successo in tutto ciò che fate. Ricordate di rimanere fedeli a voi stessi e di non alterare la vostra vera essenza. Evitate di ripetere il mio errore, per quanto possa sembrare banale, ma vi garantisco che fa la differenza e il pubblico più attento se ne accorge.
Con affetto e stima,
-KID-

Commenti
Posta un commento
Scrivi la tua opinione