Il Potere della Checklist: Un approccio a prova di errore per il tuo show


 
"La preparazione è l'elemento fondamentale del successo, che siate professionisti del cielo o artisti sul palco."


Benvenuti nuovamente nel mio blog. È già passata una settimana, ed eccomi qui per condividere con voi un piccolo segreto professionale. Conoscendomi, sono sorpreso da me stesso nel condividere questo tipo di informazioni, dato che di solito non sono propenso a condividere segreti professionali. Tuttavia, oggi ho deciso di prendere l'iniziativa e condividere la strategia della cosiddetta "checklist". La prima volta che ho sentito questo termine è stato qualche anni fa, mentre guardavo un video sull'aviazione civile. La mia attenzione è stata catturata da questa parola e dalla prassi che i piloti devono obbligatoriamente seguire prima di prendere il volo. La checklist richiede solamente 30 minuti, ma è un passaggio fondamentale per assicurarsi che tutto funzioni correttamente. Deve essere eseguita prima di far salire i passeggeri a bordo o, eventualmente, una volta arrivati a destinazione, quando i passeggeri sono ormai sbarcati dall'aeromobile.

Vi starete chiedendo: "E con questo, dove vuole arrivare?" Arriviamo al cuore della questione. Da quel giorno, mi è diventato naturale paragonare i miei spettacoli a un volo di linea. Se ci pensate, il pubblico potrebbe essere paragonato ai passeggeri, mentre il performer sul palco assume il ruolo del pilota e il palco stesso diventa il suo aereo. Questa è la metafora che utilizzo, in particolare con il mio spettacolo "Sensations". Come in ogni volo di linea rispettabile, il pilota in cabina non è mai da solo ma è sempre affiancato dal copilota. Nel mio caso, il ruolo di copilota è svolto dalla mia assistente, con cui facciamo decollare questo "aereo". Detto questo, ho spiegato la mia metafora, che tra l'altro ho sempre utilizzato nella presentazione della mia assistente. Oggi ho voluto metterla nero su bianco per condividerla con voi. Ho sempre apprezzato i paragoni sin dai tempi della scuola.

In ogni spettacolo, soprattutto in quelli teatrali in cui si ha una regia, costumi e molto altro, è importante avere due scalette, almeno secondo il mio punto di vista. La prima scaletta è quella classica in cui si elenca rapidamente la successione dei numeri con le relative basi musicali, affisse nel backstage, per avere sempre sotto controllo cosa verrà eseguito successivamente e cosa sta accadendo in quel momento. Le scalette affisse dietro le quinte si rivelano molto utili, soprattutto nel caso in cui si abbia a disposizione un attrezzista di scena, colui che tra un atto e l'altro prepara gli elementi essenziali per l'atto successivo. Tornando al mio caso, io seguo questo metodo: scrivo sempre due scalette. La prima, come ho descritto qualche riga sopra, elenca la successione dei numeri con le varie basi musicali, mentre la seconda è una checklist in cui sono elencati gli effetti che dovrò eseguire. Per ciascun effetto, viene descritto tutto il materiale necessario, e a volte porto anche degli script per un rapido promemoria di ciò che dovrà essere detto durante un numero. Nulla viene lasciato al caso, e se in scena sembra che qualcosa sia improvvisato, posso svelarvi che non è così: ogni atto è stato studiato attentamente affinché sembri spontaneo.

Personalmente, ora eseguo la checklist un'ora prima di entrare in scena, assicurandomi che tutto sia presente sul palco e che tutti gli attrezzi che dovrò utilizzare siano al proprio posto sui vari tavolini. Ogni oggetto deve avere un posto ben preciso; se tutto fosse semplicemente gettato sul tavolo, ci sarebbe il rischio di prendere qualcosa e far cadere un altro, e questo è qualcosa che proprio non sopporto. Con "Sensations," in 21 rappresentazioni, non si è mai verificato un errore del genere, né, ancor peggio, il mancato posizionamento di un oggetto sul tavolino. Immaginate quanto sarebbe imbarazzante cercare un foulard che credevate fosse sul tavolo, e invece scoprire che non c'è. Per me sarebbe un vero incubo, e vi confesserò di più: se sto qui a fare questo esempio è perché purtroppo mi è già successo. Fortunatamente, non ero da solo; nel backstage c'era la mia assistente, la quale, non appena ho chiesto del foulard, ha immediatamente capito la situazione e con grande eleganza me lo ha consegnato.

Un dettaglio che non ho ancora menzionato è la presenza di un walkie-talkie dietro le quinte, che fornisce alla mia assistente la possibilità di comunicare direttamente con la regia nel caso in cui si verificassero problemi con le tracce musicali. È possibile che la regia salti delle basi o le inverta, quindi è essenziale comunicare immediatamente la situazione. Questa responsabilità ricade sulla mia assistente, che, pur non essendo fisicamente presente sul palco, è costantemente al corrente di ogni istante dell'esibizione, al fine di evitare inconvenienti. È per questo motivo che chiedo sempre il massimo impegno e la massima concentrazione quando si è sul palco, poiché un solo secondo di distrazione potrebbe rovinare completamente un atto.

Un altro dettaglio importante che desidero sottolineare è ciò che ho chiamato la "valigetta del pronto soccorso". Si tratta, appunto, di una valigetta posizionata su una sedia accanto alla mia assistente. Questa scelta è dettata dalla comodità, in quanto è più agevole prelevare gli strumenti necessari da una sedia piuttosto che dal pavimento. Inoltre, la sedia è collocata in un punto ben illuminato per semplificare e ridurre i tempi. Immaginate quanto sarebbe imbarazzante dover aspettare 5 minuti in scena dopo aver richiesto assistenza. Posso garantirvi che se una situazione del genere si verificasse e la vostra assistente intervenisse in tempi record, potrebbe persino guadagnarsi un applauso.

Il pubblico potrebbe intuire un problema, ma noterebbe anche la destrezza e la prontezza con cui viene risolto. Un'altra riflessione che ho fatto riguarda una frase che ho letto in un libro autobiografico e che ho inciso nella mia mente. La frase recitava più o meno così: "Il pubblico perdona l'errore, ma non può perdonare la noia". Questa citazione trasmette un significato profondo e ci fa comprendere che, sebbene gli errori possano accadere in scena, ciò che non deve mai accadere è l'insorgere di tempi morti durante un atto, anche quando si sta affrontando un problema derivato da una dimenticanza o altro. In altre parole, la frase ci ricorda che mantenere il pubblico coinvolto è fondamentale, anche in presenza di imprevisti, per evitare che l'atmosfera diventi noiosa.

Queste erano alcune delle strategie che utilizzo nei miei spettacoli. Spero che queste informazioni vi siano state d'aiuto e che, leggendo questo articolo, abbiate risolto alcune delle problematiche che potreste aver riscontrato nei vostri spettacoli. Vorrei sottolineare che questo articolo è stato pensato soprattutto per coloro che si stanno appena avvicinando a questo straordinario mondo del teatro. Ho semplicemente voluto condividere alcuni consigli nella speranza di poter essere utili. Tutto ciò che ho scritto è stato testato ed è garantito che funziona, quindi sono sicuro che otterrete buoni risultati con le strategie descritte.

Se sei arrivato fino a questo punto nella lettura, ti faccio i miei complimenti. E se desideri conoscere altre strategie, non esitare a chiedere. Puoi scrivermi all'indirizzo email presente qui sul mio blog. Per i più pigri 🤪 lo scrivo qui di seguito: fraillusioneerealta@gmail.com.

Mi piacerebbe ricevere dei vostri messaggi e leggere le vostre richieste, sperando di potervi essere d'aiuto. In definitiva, vi ringrazio per aver letto anche questo ultimo articolo, e come di consueto, ci rivediamo sabato prossimo. Ho già scritto alcune righe per il prossimo articolo…

-KID-

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