Harry Blackstone Sr

Immagine reperita da: Wikipedia

Dalla Chicago di fine Ottocento ai grandi teatri del Novecento: vita, carriera e illusioni di uno degli ultimi maestri della magia classica.


Si prosegue il nostro viaggio nel ricordo dei più grandi illusionisti. Oggi parleremo di una figura affascinante che molti appassionati di magia conosceranno: Harry Blackstone Sr.
Considerato uno degli ultimi grandi rappresentanti della magia teatrale classica americana, portò in scena spettacoli eleganti e spettacolari, tra frac, orchestre e grandi illusioni capaci di incantare il pubblico. Un artista che ha lasciato un segno importante nella storia dell’illusionismo.
Mettetevi comodi… buona lettura!

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Biografia
Harry Blackstone Sr., il cui vero nome era Harry Bouton, nacque a Chicago nel settembre del 1885. La sua infanzia non fu semplice: il padre era un uomo irrequieto, incline all’alcol e spesso lontano dalla famiglia. Nonostante ciò, il giovane Bouton sviluppò presto una forte curiosità per il mondo dello spettacolo.

Da ragazzo ebbe l’occasione di assistere a uno spettacolo del celebre illusionista Harry Kellar. Quell’incontro fu determinante: la prestidigitazione divenne presto la sua principale passione e iniziò a dedicare gran parte del suo tempo libero allo studio dei giochi di prestigio. Ancora adolescente decise di intraprendere la carriera di mago.

All’inizio cercò di inserirsi nell’ambiente lavorando come assistente falegname. La sua abilità nel lavorare il legno gli permise di costruire scatole per trucchi e piccole attrezzature da prestigiatore, che venivano vendute da August Roterberg, uno dei più noti fornitori di articoli per maghi nella Chicago dell’epoca.

Nel frattempo preparò, insieme al fratello, un numero comico intitolato “Straight and Crooked Magic” (traducibile approssimativamente come magia dritta e storta). In questa esibizione Bouton presentava i giochi di prestigio con grande serietà, indossando un elegante abito da sera, mentre il fratello vestito da clown cercava goffamente di imitarlo, creando un divertente contrasto scenico. In quella prima fase della carriera si esibì con il suo vero nome, che in seguito sostituì con lo pseudonimo Frederick; il nome d’arte definitivo sarebbe arrivato più tardi.

Nel corso degli anni Bouton si costruì la reputazione di artista aperto e cordiale. Non rifiutava quasi mai di esibirsi anche fuori scena, firmava autografi e spesso intratteneva il pubblico raccontando avventure straordinarie spesso interamente inventate che contribuivano ad alimentare il suo personaggio. Portava sempre con sé alcuni piccoli trucchi, pronti per stupire amici o conoscenti occasionali.

Durante la sua carriera fu anche un popolare intrattenitore per l’USO (è un’organizzazione no-profit americana che offre intrattenimento dal vivo) durante la seconda guerra mondiale. Nella vita privata ebbe tre mogli. Dalla seconda, nel 1933, nacque il figlio Harry Blackstone Jr. (morto nel 1997), che divenne a sua volta un illusionista professionista e contribuì a rinnovare il successo del padre mantenendo vivo il nome della famiglia nel mondo della magia.

Per tutta la durata della sua carriera Bouton fu affiancato dal fratello minore Pete Bouton, che lavorò come direttore di scena in tutti i suoi spettacoli.

Carriera
Nel panorama della magia teatrale americana, Bouton. rappresentò il modello classico dell’illusionista elegante e solenne, sulla scia di artisti come Howard Thurston e Harry Kellar. Fu spesso considerato l’ultimo grande rappresentante di quella tradizione negli Stati Uniti.

Durante le sue esibizioni indossava abitualmente frac e cravatta bianca, mantenendo uno stile raffinato e teatrale. I suoi spettacoli erano accompagnati da un numeroso cast di assistenti, uomini e donne in uniforme, e da musiche dal vivo eseguite da un organista o da un’orchestra. Per gran parte delle rappresentazioni Bouton rimaneva in silenzio, lasciando che la musica e l’atmosfera scenica accompagnassero le illusioni. Tra i brani utilizzati figuravano melodie popolari dell’epoca come “Who”, “I Know That You Know” e “Chinatown”.

Per diversi anni portò i suoi spettacoli in tournée nel Midwest, esibendosi spesso anche durante il giorno nei teatri che ospitavano proiezioni cinematografiche, intrattenendo il pubblico tra un film e l’altro.

In quel periodo il suo unico possibile rivale, l’illusionista Dante (Harry Jansen), era rimasto in Europa, dove lavorava con grande successo dopo aver ereditato le attrezzature sceniche e i diritti su molti numeri di Thurston. Gli Stati Uniti divennero così, per un certo periodo, una sorta di “feudo magico” di Bouton, i cui spettacoli si fecero sempre più grandiosi e spettacolari. L’illusionista non poteva deludere le aspettative dei suoi fan, che lo consideravano quasi un superuomo capace di sfidare ogni limite.

Dopo la Seconda guerra mondiale, quando gli spettacoli di illusionismo nei teatri cominciarono a perdere popolarità, Bouton seppe reinventarsi. Ottenne un programma radiofonico molto seguito in cui interpretava il ruolo di mago-detective, e diede vita anche a una serie di strisce a fumetti per settimanali destinati ai ragazzi, ispirate allo stile del celebre personaggio di Mandrake the Magician.

Il suo repertorio comprendeva principalmente illusioni classiche, presentate però con una spettacolarità accentuata. Alternava spettacoli pomeridiani per bambini in cui i conigli sembravano uscire senza fine dalle tasche e dal cappello a rappresentazioni teatrali più suggestive e talvolta inquietanti per il pubblico adulto. In queste ultime il teatro veniva immerso nell’oscurità e la scena si riempiva di fantasmi, ombre e atmosfere misteriose, creando momenti di autentico stupore.

Illusioni più celebri
- Tra le illusioni più efficaci del suo repertorio figurava una versione della Levitazione di Kellar, che Bouton presentava con il nome di “Il sogno della principessa Karnac”. In questo numero una donna giaceva scoperta su un divano e si sollevava lentamente in aria, in una versione più elegante e teatrale rispetto a quelle presentate da altri illusionisti dell’epoca.

- Un’altra impressionante illusione prevedeva l’utilizzo di un armadio attraversato da lampadine tubolari incandescenti. Una donna entrava nella struttura e, quando la parte anteriore veniva improvvisamente spinta all’indietro, le lampadine sporgevano attraverso i fori della scatola mentre si udiva il suo urlo. L’armadio veniva poi ruotato dando l’impressione che l’assistente fosse stata trafitta dai filamenti luminosi.

- Celebre era anche la sua versione di “Segare una donna a metà”. Il numero utilizzava una grande sega circolare elettrica, con una lama di circa 90-120 cm montata su un telaio aperto. Blackstone dimostrava prima la potenza della lama segando rumorosamente un pezzo di legno; quindi un’assistente veniva fissata su un tavolo che veniva fatto scorrere attraverso la sega ronzante. Tra rumori di strappo, grida e frammenti che volavano dalla lama, l’effetto sembrava estremamente realistico, ma alla fine la donna si rialzava illesa.

- Più delicata era invece la celebre “gabbia per uccelli che svanisce”. Durante l’effetto una ventina di bambini venivano invitati sul palco e tutti insieme toccavano una piccola gabbia contenente un canarino. Quando Bouton abbassava la gabbia e la lanciava apparentemente in aria, uccello e gabbia sparivano, suscitando la sorpresa e l’entusiasmo dei piccoli spettatori.

- Tra i numeri visivamente più suggestivi vi era anche “The Enchanted Garden”, in cui da sotto un foulard apparivano uno dopo l’altro numerosi bouquet di fiori di piume, fino a trasformare il palcoscenico in un’esplosione di colori.

Il suo effetto più famoso rimane tuttavia “The Floating Light Bulb”. In un teatro completamente buio, Bouton svitava una lampadina accesa da una lampada e la faceva fluttuare nell’aria attraversando un piccolo anello. Successivamente scendeva tra il pubblico mentre la lampadina continuava a muoversi sospesa sopra le teste degli spettatori. Dopo la morte di Harry Blackstone Jr., la custodia di questa celebre illusione passò all’illusionista olandese Hans Klok.

Curiosità

Nome d’arte e origini
All’inizio della sua carriera adottò il nome Fredrik the Great, sfruttando alcuni poster di un altro mago già esistente con quel nome, acquistati a buon prezzo. Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, il nome, percepito come “tedesco”, risultava poco adatto per il pubblico americano. Nel 1918 decise quindi di cambiarlo in Blackstone, un nome dal suono più inglese e facilmente riconoscibile. Da quel momento si affermò come uno dei più grandi illusionisti del varietà, diventando noto come il vero mago americano della realtà.

Il fazzoletto danzante
Un altro dei numeri più celebri, oltre a quello della lampadina fluttuante del repertorio di Harry Blackstone Sr., era il fazzoletto animato. Durante l’esibizione, il mago prendeva in prestito un semplice fazzoletto dal pubblico e, sotto i suoi comandi, l’oggetto sembrava prendere vita: il tessuto iniziava a muoversi come se avesse una propria personalità, danzando, agitandosi e mostrando atteggiamenti ora allegri, ora capricciosi o persino beffardi.

Un incidente durante un numero di escapologia
Come il suo contemporaneo Harry Houdini, anche Blackstone si cimentò talvolta in numeri di escapologia. Durante una di queste esibizioni un guasto tecnico mise seriamente in difficoltà l’illusionista, che visse un momento di autentico spavento prima che la situazione venisse risolta.

Il primo spettacolo a quattordici anni
L’interesse per la magia nacque molto presto. Da bambino ricevette il suo primo kit di giochi di prestigio, con il quale iniziò a esercitarsi. La passione si trasformò rapidamente in attività professionale: Blackstone tenne infatti la sua prima esibizione retribuita all’età di soli quattordici anni.

Tour per le truppe
Durante la Second World War, Blackstone Sr. portò il suo spettacolo anche nei campi militari come parte delle USO Shows, intrattenendo soldati e truppe alleate.

Eroe involontario di un incendio
Una curiosa testimonianza racconta che, durante uno spettacolo in un teatro che prese fuoco, Blackstone Sr. convocò il pubblico fuori scena fingendo che un numero si sarebbe svolto all’aperto, salvando così gli spettatori senza che si generasse panico.

Memoriale nella città di Colon
La città di Colon, Michigan, legata a Blackstone per anni di tournée e come sua residenza estiva, ha intitolato una strada al suo nome (“Blackstone Avenue”) in suo onore.

Oggetti storici al Smithsonian
Nel 1985, in occasione del 100° anniversario della nascita di Blackstone Sr., suo figlio donò al Smithsonian Institution due dei trucchi più celebri del padre: la lampadina galleggiante originale (costruita sotto la supervisione di Thomas Edison) e il “Casadega Cabinet”, usato nell’illusione del “tessuto danzante”. È stato il primo contributo di magia mai accettato dal museo.

Rivalità con Houdini e altri maghi
Secondo testimonianze raccolte da colleghi del settore, Blackstone Sr. ebbe tensioni professionali con altri grandi illusionisti del suo tempo, tra cui Harry Houdini. Houdini, specialista in fughe, avrebbe insistito affinché i teatri dove si esibiva non ingaggiassero Blackstone Sr. o Thurston prima o dopo le sue date.

Opere

Blackstone’s Secrets of Magic Una raccolta di trucchi e spiegazioni pubblicata nel 1929 dallo stesso Blackstone Sr., considerata una delle opere più importanti in cui l’illusionista condivide parte del suo repertorio e la sua filosofia della magia. Questo libro è spesso ristampato o venduto come edizione d’epoca nelle aste e nei cataloghi specializzati.

Blackstone’s Modern Card Tricks and Secrets of Magic Una versione combinata di due opere pubblicate nei primi decenni del Novecento (l’originale Secrets of Magic e Modern Card Tricks del 1932), che presenta una raccolta di tecniche con le carte e altri effetti tipici del suo repertorio.

Registrazioni e raccolte storiche
Non esistono molti DVD ufficiali moderni prodotti direttamente da Blackstone Sr. (dato che la sua carriera precede l’era del video domestico), ma registrazioni di spettacoli o apparizioni televisive e radiofoniche sono state raccolte e talvolta trasferite su formati moderni da collezionisti o archivi:

Sono conosciute registrazioni audio e trascrizioni di trasmissioni radiofoniche come Blackstone Sr., the Magic Detective, andate in onda tra il 1948 e il 1950 negli Stati Uniti.

Alcune raccolte di registrazioni storiche includono apparizioni di Blackstone Sr. in programmi come It’s Magic o altri show televisivi e radio, spesso conservate come cassette o archivi digitalizzati e talvolta incluse in set di archivio venduti o trasferiti su CD/DVD da collezionisti o case d’aste specializzate.

Ultimi anni e morte
Negli ultimi anni della sua vita Blackstone Sr. ridusse progressivamente le tournée. Dopo oltre mezzo secolo trascorso sui palcoscenici, i cambiamenti nel mondo dello spettacolo in particolare l’avvento della televisione e il declino del grande varietà teatrale resero sempre più difficile sostenere i grandi spettacoli itineranti che avevano caratterizzato la sua carriera.

Si ritirò quindi dalle tournée negli anni Cinquanta e trascorse gran parte del tempo a Hollywood, continuando comunque a frequentare il celebre Magic Castle, dove amava incontrare amici, colleghi e appassionati di magia, eseguendo occasionalmente piccoli giochi di prestigio e raccontando storie della sua lunga carriera.

Harry Blackstone Sr. morì il 16 novembre 1965 a Hollywood, all’età di 80 anni, dopo circa sessant’anni di attività come intrattenitore professionista.

Sepoltura
Dopo la sua morte, il corpo fu cremato e le sue ceneri vennero deposte nel Lakeside Cemetery, nella cittadina di Colon, luogo molto legato alla sua vita e alla storia della magia americana.

Colon è infatti conosciuta tra gli illusionisti come una sorta di “capitale mondiale della magia”, e il cimitero ospita le tombe di numerosi maghi celebri, tra cui anche suo figlio Harry Blackstone Jr.

In onore della sua figura, la città ha inoltre dedicato al grande illusionista Blackstone Avenue, la strada principale del paese.

Riflessione dell’autore
Spero che abbiate apprezzato questo articolo dedicato a Harry Blackstone Sr. e che vi abbia dato l’opportunità di conoscere non solo il grande illusionista, ma anche alcune sfumature della sua vita privata. Per chi invece lo conosceva già, mi auguro che tra queste righe abbiate trovato curiosità e dettagli interessanti.

Ripercorrere la storia di Blackstone Sr. significa tornare in un’epoca in cui la magia era capace di riempire grandi teatri e di far sognare intere generazioni. Il suo stile elegante, i grandi apparati scenici e la capacità di stupire il pubblico dimostrano quanto l’illusionismo possa essere molto più di un semplice intrattenimento: è teatro, immaginazione e meraviglia. Ancora oggi, a distanza di tanti anni, il suo nome continua a rappresentare uno dei simboli più affascinanti della grande magia americana.

Nota sulle fonti
*Desidero precisare che le informazioni riportate in questo articolo sono frutto di un’attenta ricerca condotta attraverso fonti attendibili, tra cui biografie ufficiali, testi storici e portali specializzati in illusionismo e storia dello spettacolo. Alcuni contenuti sono stati consultati anche su Wikipedia e verificati, per quanto possibile, con fonti incrociate.

Invito chiunque voglia segnalare integrazioni, correzioni o approfondimenti a lasciare un commento nello spazio dedicato. Grazie per il vostro prezioso contributo alla qualità e alla precisione dei contenuti.

Vi saluto e vi ricordo che il nostro prossimo appuntamento è per sabato prossimo. Non mancate!

Con affetto e stima.

-KID-

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