Chung Ling Soo

Chung Ling Soo (1861-1918), nome d'arte di William Ellsworth Robinson, in un ritratto realizzato nei primi anni del Novecento durante gli anni della consacrazione artistica del suo personaggio scenico. L'immagine mostra l'identità teatrale costruita da Robinson, il celebre illusionista americano che per anni si presentò al pubblico attraverso il personaggio di un misterioso mago cinese da lui interpretato.

Fonte immagine: The Cosmopolitan Magazine, 1903. Immagine conservata presso Wikimedia Commons (pubblico dominio).



Cari amici lettori,
continua il nostro viaggio alla scoperta dei più grandi illusionisti che hanno lasciato un segno indelebile nella storia della magia. Il protagonista di questo nuovo appuntamento è una figura tanto affascinante quanto controversa: nato come William Ellsworth Robinson, trascorse la giovinezza lontano dai riflettori dell'illusionismo per poi collaborare con celebri prestigiatori come Alexander Herrmann e Harry Kellar. In seguito costruì uno dei personaggi più discussi della storia dello spettacolo, presentandosi al pubblico con l'identità di Chung Ling Soo, un presunto illusionista cinese, ricorrendo anche all'uso del cosiddetto yellowface, una pratica oggi considerata profondamente offensiva e discriminatoria. Ma questa è solo una parte della sua incredibile vicenda. Mettetevi comodi e preparatevi a scoprire la storia di uno dei personaggi più enigmatici del mondo dell'illusionismo. Buona lettura!

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Biografia
Chung Ling Soo, pseudonimo di William Ellsworth Robinson, nacque il 2 aprile 1861 nella contea di Westchester, nello Stato di New York. Era il primogenito di tre figli di James Campbell Robinson e Sarah Titus Robinson, entrambi di origine scozzese. Il padre lavorava nel mondo dello spettacolo come artista di varietà e si esibiva con diversi nomi di scena, tra cui "Professor Campbell". Le sue specialità comprendevano ventriloquismo, ipnotismo, imitazioni, canto in dialetto e giochi di prestigio. Fu proprio lui a trasmettere al giovane William le prime conoscenze sull'illusionismo, avvicinandolo fin da bambino all'arte magica.

Prima di dedicarsi completamente allo spettacolo, Robinson svolse il mestiere di meccanico. Nel tempo libero continuò però a perfezionare le tecniche apprese dal padre e, ancora adolescente, iniziò a esibirsi nei teatri di vaudeville con il nome di "Robinson, the Man of Mystery". Qualche anno più tardi adottò anche il personaggio di Achmed Ben Ali, ispirato all'immaginario orientale allora molto in voga presso il pubblico occidentale. Questo rappresentò il primo passo verso la costruzione di un'identità scenica completamente diversa dalla propria.

Il 23 febbraio 1883 sposò la propria assistente Bessie Smith, dalla quale ebbe un figlio, Elmore, nato nel 1885. Le fonti riportano inoltre che, nello stesso periodo, Robinson ebbe una figlia di nome Annie da una relazione extraconiugale. Questo episodio è documentato nella biografia di Jim Steinmeyer (The Glorious Deception), considerata l'opera di riferimento su Robinson, ma deriva principalmente dalle ricerche dell'autore e non da una documentazione particolarmente ampia. Per questo motivo viene generalmente riportato con una certa cautela dagli studiosi. Negli anni successivi il rapporto con Bessie Smith si deteriorò. Robinson iniziò una relazione con la propria assistente Olive così piccola da essere soprannominata "Dot" (“puntino” in inglese) Path (nata Augusta Pfaff), con la quale si presentò pubblicamente come marito e moglie per oltre vent'anni. Nel 1906 i due celebrarono una cerimonia civile che, tuttavia, non ebbe valore legale, poiché il primo matrimonio con Bessie Smith non era mai stato sciolto.

Durante il soggiorno in Inghilterra Robinson ebbe inoltre una relazione con Janet Louise Mary "Lou" Blatchford, dalla quale nacquero tre figli: Ellsworth James, Hector e Mary. Pur conducendo una vita privata complessa, continuò a mantenere una netta separazione tra la propria esistenza personale e il personaggio di Chung Ling Soo, che difese con assoluta coerenza sia sul palcoscenico sia nella vita pubblica. La costruzione di questa doppia identità sarebbe diventata uno degli aspetti più caratteristici della sua carriera e contribuì in modo decisivo alla sua fama internazionale.

Carriera
William Ellsworth Robinson iniziò ad avvicinarsi professionalmente al mondo della magia ancora giovanissimo. Secondo le fonti biografiche, realizzò il suo primo spettacolo all'età di circa quattordici anni e poco tempo dopo iniziò a esibirsi nel circuito del vaudeville, un genere di spettacolo molto popolare negli Stati Uniti tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento.

Nei primi anni della sua attività si presentò al pubblico con il nome di scena "Robinson, l'Uomo del Mistero", costruendo gradualmente la propria reputazione come prestigiatore e illusionista. Nel 1887 sviluppò un nuovo spettacolo ispirato alla cosiddetta "magia nera", adottando il nome artistico di Achmed Ben Ali, con il quale cercò di distinguersi in un panorama teatrale sempre più competitivo. La sua abilità tecnica e la sua conoscenza del mondo dell'illusionismo gli permisero di collaborare con alcuni dei più importanti prestigiatori dell'epoca. Nel corso degli anni Novanta dell'Ottocento lavorò infatti negli spettacoli di Alexander Herrmann e Harry Kellar, due delle figure più celebri della magia teatrale americana. Queste esperienze rappresentarono per Robinson un'importante occasione di crescita artistica e gli permisero di conoscere da vicino gli standard produttivi e scenici dei grandi spettacoli di illusionismo dell'epoca.

Dopo la morte di Alexander Herrmann nel 1896, Robinson decise di intraprendere la carriera da protagonista, sviluppando un proprio spettacolo indipendente. Nel 1900, grazie alla richiesta di un impresario alla ricerca di un illusionista capace di proporre un numero di ispirazione orientale per le Folies Bergère di Parigi, Robinson ideò un nuovo personaggio destinato a cambiare per sempre la sua carriera: Chung Ling Soo. Con questo nuovo nome d'arte costruì uno spettacolo interamente basato sull'immaginario della magia cinese, ottenendo rapidamente grande successo nei principali teatri europei. Le sue esibizioni conquistarono il pubblico internazionale e lo portarono a diventare uno degli illusionisti più apprezzati e remunerati del circuito teatrale dell'epoca.

Negli anni successivi Chung Ling Soo continuò a esibirsi nei maggiori palcoscenici europei, consolidando la propria fama attraverso grandi illusioni sceniche, una forte presenza teatrale e un personaggio artistico curato nei minimi dettagli.

Premi e riconoscimenti
Non risultano documentati premi ufficiali o riconoscimenti istituzionali assegnati a Chung Ling Soo durante la sua carriera, poiché nel periodo in cui operò i grandi illusionisti venivano generalmente celebrati attraverso il successo ottenuto nei teatri e il consenso del pubblico, più che attraverso premi formali come avviene oggi. Il principale riconoscimento per Chung Ling Soo fu quindi rappresentato dalla sua straordinaria popolarità internazionale: durante gli anni di massimo successo divenne uno degli illusionisti più celebri e apprezzati del panorama teatrale mondiale.

Curiosità
Una delle caratteristiche più sorprendenti della storia di Chung Ling Soo riguarda la sua vera identità. Dietro il personaggio dell'illusionista cinese si nascondeva infatti William Ellsworth Robinson, un prestigiatore americano che riuscì a mantenere il proprio inganno scenico per molti anni, presentandosi al pubblico come un artista proveniente dall'Oriente.

Il giovane Robinson e la fiducia di Alexander Herrmann
- Prima della nascita di Chung Ling Soo, Robinson ebbe modo di lavorare accanto ad alcuni dei più grandi illusionisti dell'epoca, tra cui Alexander Herrmann. Secondo le testimonianze riportate nelle biografie dedicate a Robinson, Herrmann nutriva grande fiducia nelle sue capacità tecniche, tanto da affidargli importanti responsabilità all'interno dei suoi spettacoli. In alcune occasioni Robinson arrivò persino a sostituirlo in scena quando il celebre illusionista non poteva esibirsi.

La nascita della magia orientale e la creazione di Chung Ling Soo
- La costruzione del personaggio di Chung Ling Soo nacque in un periodo storico in cui la cosiddetta "magia orientale" era molto popolare nei teatri occidentali. Il successo del prestigiatore cinese Ching Ling Foo contribuì a diffondere questa tendenza, dando origine a numerosi imitatori che adottarono nomi e ambientazioni ispirate alla cultura asiatica. Robinson elaborò questa idea fino a creare uno dei personaggi più completi e longevi di questo genere.

L'uomo che finse di non conoscere l'inglese
- Come Chung Ling Soo, Robinson mantenne una rigorosa interpretazione del ruolo: dichiarava di non conoscere la lingua inglese e utilizzava un interprete durante le interviste, anche se nella realtà era un americano madrelingua inglese. Questa scelta contribuì a rendere ancora più credibile il personaggio agli occhi del pubblico dell'epoca.

Uno spettacolo costruito sull'illusione e sulla meraviglia
- Anche la sua immagine scenica era parte integrante dello spettacolo. Attraverso costumi tradizionali, scenografie elaborate e un grande repertorio di illusioni visive, Chung Ling Soo costruì un numero teatrale ricco di elementi spettacolari, tra cui apparizioni, produzioni di oggetti, nastri, bandiere e numerosi effetti con parasoli, creando un'atmosfera che affascinava gli spettatori.

Un personaggio destinato a creare imitatori
- Il personaggio ebbe un successo così grande da generare a sua volta numerosi imitatori, dimostrando quanto fosse diventato influente nel panorama dell'illusionismo dei primi anni del Novecento.

La sfida di Londra: quando Chung Ling Soo conquistò il pubblico
- Un episodio particolarmente curioso della carriera di Chung Ling Soo fu la celebre sfida con il prestigiatore cinese Ching Ling Foo, uno degli artisti che aveva contribuito a diffondere in Occidente il fascino della cosiddetta "magia orientale". Dopo il debutto del personaggio di Chung Ling Soo a Parigi e il successivo successo ottenuto nei teatri europei, William Ellsworth Robinson portò il proprio spettacolo a Londra. In quel periodo il suo impresario organizzò un confronto pubblico tra i due illusionisti, con l'intento di mettere alla prova il prestigiatore americano che si presentava come artista cinese e il vero Ching Ling Foo.

Secondo le ricostruzioni riportate nelle biografie dedicate a Robinson, la sfida non si svolse come inizialmente previsto perché Ching Ling Foo non partecipò all'evento. Robinson si esibì comunque davanti al pubblico presente, proponendo uno spettacolo completo che riscosse grande successo e ricevette ampi consensi dalla stampa dell'epoca. Questo episodio contribuì ad accrescere ulteriormente la fama di Chung Ling Soo, consolidando il personaggio come una delle figure più celebri dell'illusionismo internazionale dei primi anni del Novecento.

Chung Ling Soo nell'immaginario cinematografico e letterario
- L'influenza di Chung Ling Soo ha superato i confini della storia dell'illusionismo, arrivando anche nella cultura popolare. La sua vicenda è stata citata in diverse opere cinematografiche e letterarie: nel film "Last Days" (2005) di Gus Van Sant, la sua tragica morte viene raccontata attraverso un aneddoto narrato da un personaggio del film; in "The Prestige" (2006) di Christopher Nolan la sua figura compare tra i grandi illusionisti dell'età d'oro della magia; mentre il romanzo "Dandelion Wine" (1957) di Ray Bradbury richiama il racconto della sua morte sul palcoscenico. Un ulteriore omaggio alla tradizione dei maghi orientalisti dell'inizio del Novecento appare nel film "Magic in the Moonlight" (2014) di Woody Allen, attraverso il personaggio del mago Wei Ling Soo.

Opere
La produzione editoriale di Chung Ling Soo è limitata a una sola opera documentata, ma il volume rappresenta una testimonianza importante del suo interesse per il lato tecnico e storico dell'illusionismo. Nel 1898, prima della nascita definitiva del personaggio di Chung Ling Soo, William Ellsworth Robinson pubblicò il libro "Spirit Slate Writing and Kindred Phenomena", firmandolo con il nome d'arte Chung Ling Soo. L'opera fu edita da Munn & Company a New York e si concentra sui fenomeni legati alla cosiddetta scrittura spiritica su lavagna (slate writing) e sui metodi utilizzati dai medium per creare apparizioni apparentemente soprannaturali.

Attraverso il volume, Robinson analizzò diversi effetti di illusionismo e tecniche utilizzate nelle sedute spiritiche, mostrando come molti fenomeni attribuiti al mondo paranormale potessero essere ricreati attraverso principi meccanici, abilità manuali e artifici scenici. "Spirit Slate Writing and Kindred Phenomena" rimane oggi una delle poche testimonianze scritte direttamente collegate alla figura di Chung Ling Soo e rappresenta un documento significativo per comprendere il rapporto tra illusionismo, spettacolo e spiritismo alla fine dell'Ottocento.

Ultimi anni e morte
Negli ultimi anni della sua carriera, Chung Ling Soo continuò a essere uno degli illusionisti più celebri del mondo. Tra i numeri più spettacolari del suo repertorio vi era "Condemned to Death by the Boxers" (Condannato a morte dai Boxer), la sua versione della celebre presa della pallottola, un'illusione nella quale sembrava riuscire a fermare con la bocca un proiettile sparato da un'arma da fuoco.

La sera del 23 marzo 1918, Chung Ling Soo si stava esibendo al Wood Green Empire Theatre di Londra. Lo spettacolo procedette regolarmente fino al momento della presentazione del pericoloso esperimento. Durante l'esecuzione del numero, uno dei suoi assistenti fece fuoco con un fucile modificato per l'effetto scenico, ma qualcosa andò storto: il colpo esplose realmente e il proiettile colpì Robinson al petto. L'illusionista cadde sul palco e, secondo le testimonianze dell'epoca, pronunciò una frase destinata a rimanere nella storia della magia:

"Oh mio Dio. È successo qualcosa. Abbassate il sipario."

Fu un momento particolarmente significativo perché, per la prima volta dopo anni di rappresentazioni, il pubblico udì la vera voce di Chung Ling Soo: l'uomo che per tutta la carriera aveva interpretato un personaggio cinese e che aveva sempre evitato di parlare in inglese durante le apparizioni pubbliche. Robinson fu trasportato al Passmore Edwards Cottage Hospital, ma le sue condizioni erano troppo gravi e morì la mattina successiva, il 24 marzo 1918, all'età di 56 anni.

Durante l'inchiesta successiva, la sua assistente e compagna Olive "Dot" Path spiegò il funzionamento del numero. Secondo la ricostruzione emersa dall'indagine, le armi utilizzate nello spettacolo erano state modificate per produrre l'effetto dello sparo senza che il proiettile venisse realmente espulso. Tuttavia, con il tempo, un accumulo di residui di polvere da sparo all'interno del meccanismo avrebbe provocato l'accensione accidentale della carica destinata all'effetto scenico, facendo partire il proiettile vero presente nell'arma. La dinamica dell'incidente fu analizzata anche dall'esperto di armi Robert Churchill e l'inchiesta stabilì che la morte di Chung Ling Soo fu dovuta a un evento accidentale, con un verdetto finale di "misadventure" (morte accidentale causata da un evento imprevisto).

Negli anni successivi alla tragedia nacquero comunque diverse teorie alternative. Nel 1947, il Conjuror's Magazine pubblicò un articolo di Fulton Oursler, successivamente ripreso dal Reader's Digest, nel quale veniva ipotizzato che la morte di Robinson potesse non essere stata casuale, ma legata a un possibile omicidio o addirittura a un gesto volontario. Tali supposizioni alimentarono discussioni tra gli appassionati di magia, ma non furono mai supportate da prove concrete e la versione ufficiale rimase quella dell'incidente.

La morte di Chung Ling Soo sconvolse il mondo dell'illusionismo anche per un altro motivo: il grande pubblico scoprì definitivamente che dietro il misterioso mago cinese si nascondeva William Ellsworth Robinson, un illusionista americano che aveva costruito uno dei personaggi teatrali più riusciti della storia della magia. La sua vera identità era comunque conosciuta da molti professionisti del settore già durante la sua vita, mentre il pubblico aveva sempre accettato la finzione scenica da lui creata.

La tomba di William Ellsworth Robinson (1861-1918), meglio conosciuto con il nome d'arte di Chung Ling Soo, presso l'East Sheen Cemetery di Londra. Dopo la sua morte avvenuta nel marzo 1918, l'illusionista fu sepolto con il suo vero nome, quello dell'uomo che per anni aveva vissuto dietro uno dei personaggi più celebri e misteriosi della storia della magia.

Fonte immagine: fotografia di AndyScott, Wikimedia Commons. Immagine pubblicata con licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0.



William Ellsworth Robinson fu sepolto presso l’East Sheen Cemetery, nel quartiere di East Sheen a Londra. Sulla lapide compare il suo vero nome, William Ellsworth Robinson, ricordando l'uomo che per gran parte della sua vita aveva vissuto dietro una delle identità artistiche più celebri e controverse della storia dell'illusionismo: Chung Ling Soo.

Note sulle fonti:
Le informazioni riportate in questo articolo sono state ricavate e confrontate attraverso fonti storiche, bibliografiche e documentarie dedicate alla figura di Chung Ling Soo (William Ellsworth Robinson). Ogni dato è stato verificato attraverso il confronto tra più fonti, con l'obiettivo di distinguere gli elementi storicamente documentati dalle ricostruzioni successive e dagli aneddoti tramandati nella letteratura magica.

- Jim Steinmeyer, The Glorious Deception: The Double Life of William Robinson, a.k.a. Chung Ling Soo, Da Capo Press, 2005.
Considerata la principale biografia moderna dedicata a Chung Ling Soo. Il volume ricostruisce la vita privata, la carriera artistica, la nascita del personaggio di Chung Ling Soo, i rapporti con gli altri illusionisti dell'epoca e le circostanze della sua morte.

- William Ellsworth Robinson (come Chung Ling Soo), Spirit Slate Writing and Kindred Phenomena, Munn & Company, New York, 1898.
Opera originale attribuita a Robinson, utile per approfondire la sua attività editoriale e il suo interesse verso lo studio dei fenomeni spiritici e delle tecniche utilizzate dai medium.

- The Magic Circle: Archivio storico e materiali dedicati alla storia dell'illusionismo.
Fonte di riferimento per informazioni relative ai grandi illusionisti britannici e al contesto teatrale dell’epoca.

- Will Goldston, Who's Who in Magic, Londra, circa 1936.
Volume storico dedicato ai protagonisti della magia del primo Novecento, utilizzato come testimonianza dell'ambiente illusionistico dell'epoca e per alcune informazioni relative al numero della "presa della pallottola”.

- Archivi e cronache dei giornali dell'epoca (1918).
Utilizzati per la ricostruzione dell'incidente avvenuto al Wood Green Empire Theatre di Londra il 23 marzo 1918 e dell'inchiesta successiva sulla morte di Robinson.

- The New York Public Library Digital Collections.
Archivio utile per manifesti teatrali, programmi e materiale storico relativo agli spettacoli di illusionismo tra XIX e XX secolo.

- Society of American Magicians archivi storici.
Consultati come riferimento generale per il contesto storico della prestidigitazione americana e per il ruolo degli illusionisti dell’epoca.

Qualora i lettori desiderassero segnalare eventuali integrazioni, correzioni o approfondimenti, possono farlo lasciando un commento nell'apposito spazio dedicato. Ogni contributo rappresenta un'importante occasione per migliorare e arricchire la conoscenza della storia dell'illusionismo.

Vi saluto e vi ricordo che il nostro prossimo appuntamento è per sabato prossimo. Non mancate!

Con affetto e stima.

-KID-

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