Tra Amore, Determinazione e Lavoro: "Un Viaggio Emotivo"
"Nel racconto di un mese intenso, si evidenzia la delicatezza di un viaggio che mescola le sfumature dell'arte, della passione e dell'impegno professionale."
Cari amici lettori, bentrovati nel mio blog anche questa settimana. In questo nuovo articolo, desidero condividere con voi un'esperienza molto recente, diversa dalle precedenti, che riflette la mia determinazione e l'amore profondo per la mia passione, trasformata oggi in un lavoro a tutti gli effetti.
Direi che novembre non è stato uno dei periodi più sereni che io abbia attraversato. Diverse vicende si sono susseguite, coinvolgendomi intensamente in situazioni mai vissute prima. Ho trascorso il mese tra studi legali e innumerevoli telefonate, e ancora oggi ne sto uscendo a fatica. Forse ricorderete un articolo in cui vi ho raccontato dell'investimento che è andato male. Purtroppo, come se non bastasse, ho dovuto affrontare anche la perdita di un caro parente. Tuttavia, non sono qui per indurvi alla tristezza o alla malinconia.
In questo articolo, devo far riferimento a quella giornata, poiché l'episodio si svolge proprio in quel contesto. Perdonatemi se userò parole intense, quelle che si vorrebbe sentire il più tardi possibile nella propria vita. Anche se non vi coinvolgono direttamente, sono emozioni che potrebbero suscitare una certa malinconia.
Ecco perché sento il dovere di avvisarvi: se non avete la volontà di ascoltare questa vicenda, forse sarebbe meglio che vi fermiate a questo punto dell'articolo. Come ho sempre sottolineato nei miei articoli precedenti, desidero condividere qui ogni esperienza, positiva o negativa che sia, al fine di aiutarvi, specialmente a coloro che si stanno avvicinando ora al mondo dell'arte e dello spettacolo. Detto questo, nell'episodio che mi è accaduto recentemente, ho davvero compreso quanto sia fondamentale svolgere un lavoro che si ami. In molte circostanze, può davvero preservare la tua salute psicologica, e per questo devo ringraziare immancabilmente la magia.
Per farvi comprendere al meglio, è necessario fare un breve passo indietro e raccontarvi come è nato questo rapporto professionale e questa nuova amicizia. Alcuni anni fa ho stretto un accordo con un imprenditore che gestisce diverse realtà commerciali. Il primo incarico che mi affidò fu organizzare la festa di compleanno per suo figlio. Non era una festa comune, nemmeno per chi, come me, ne ha viste molte; fu qualcosa di davvero straordinario. Nonostante la sua esagerazione, quella serata andò alla perfezione, ogni dettaglio curato con precisione. Da lì, è nata una grande collaborazione e un profondo legame affettivo, dando vita a una nuova e importante amicizia.
Detto ciò, da quella vicenda appena raccontata, trascorse un anno fino ad arrivare allo scorso novembre. Il mio cellulare squillò e dall'altra parte c'era Stiven che mi contattava per un'altra festa, questa volta per sua figlia. Grazie al nostro rapporto di amicizia, mi disse in modo disperato che aveva bisogno di me e che la festa sarebbe stata la sera stessa. Mi implorò di essere presente per organizzargli uno spettacolo. Tuttavia, in quel preciso momento, ero in una casa funebre con tutti i miei familiari riuniti nel dolore. La scena era questa: ero all'interno, accanto al mio zio, con il mio solito auricolare all'orecchio, quando sentii il cellulare squillare. Uscii fuori, presi il telefono, e sul display comparve "Stiven" con gli occhi ancora gonfi di lacrime. Trovai la forza di rispondergli e mi spiegò la situazione che ho appena descritto. So che alcuni potrebbero criticarmi per ciò che sto per dire, ma signori, nonostante tutto, non potevo rifiutare. Sapevo che Stiven non era un cliente qualsiasi, e non potevo lasciarlo in difficoltà.
Ricordo che, prima di rispondere alla sua richiesta, rimasi in silenzio per almeno due minuti, forse anche di più. Sentivo la sua voce chiedermi, "Samuele, tutto ok? Ci sei?" Ed io... "Sì, sì, scusami. Ero in uno stato di completo caos, non riuscivo più a capire nulla." La telefonata si concluse con la mia risposta, pronunciata con voce roca: "Ok Stiven, ci vediamo alle 19.00 al locale."
Sì, è andata proprio così, e accetto ogni critica per questa mia scelta poco equilibrata. Qualcuno ha detto che siamo schiavi del mondo, e in quel preciso momento, dopo aver dato la mia risposta, ho davvero compreso appieno quella frase. Allo stesso tempo, ho realizzato quanto ami il mio lavoro e quanto tenga a onorare gli impegni che assumo, anche in situazioni estreme come questa. La parte difficile non era tanto questa, ma trovare il coraggio di entrare e annunciare che sarei dovuto andare via. Ora cercate di immaginarvelo: avete tutta la vostra famiglia davanti, il cuore spezzato, le lacrime che ricoprono il viso, e io avrei dovuto dire loro che stavo andando via a causa di "un imprevisto". Nonostante la difficoltà di comunicare una notizia del genere, ho trovato il coraggio e sono uscito dalla casa funebre dopo aver dato un ultimo saluto a mio zio.
Sono tornato a casa, mi sono cambiato, ed ero pronto per eseguire questo spettacolo. Per strada, ricordo ancora i pianti che facevo. Tuttavia, la cosa più difficile non era ancora accaduta: realizzare lo spettacolo, strappare sorrisi agli altri quando io dentro ero praticamente morto. Fu lo spettacolo più arduo della mia vita, non ricordo un'altra occasione peggiore. Non riuscivo a trovare nessun motivo per alleggerire almeno un po' il peso, nemmeno mentalmente. Ogni cosa sembrava rallentare, la macchina che mi dava l'impressione di non camminare abbastanza, e le lacrime che solcavano il mio viso sembravano non voler smettere.
Sono riuscito a calmarmi, ho riacquistato il controllo delle mie emozioni. Quando sono arrivato sul posto, come per magia, tutto quel malessere fisico e psicologico sembrava svanito nel nulla. Ho scaricato il furgone, ho allestito lo spettacolo, la serata è iniziata, e l'esibizione è riuscita in qualche modo a essere brillante. Gli ospiti erano divertiti, Steven mi ha riempito di complimenti e si è scusato per non avermi dato un adeguato preavviso. Insomma, è andata bene.
Questa è stata la mia esperienza più difficile, e ho voluto condividerla nonostante la tristezza che porta con sé, con l'intento di fornire anche una sorta di risposta, se vogliamo. Per spiegarmi meglio, da qualche tempo mi trovo spesso a organizzare diverse situazioni. Ovviamente, da solo non posso coprire mille servizi diversi, quindi mi affido a contatti, anche ragazze, che mi diano una mano per i vari servizi. Quando contatto queste persone, non pretendo che siano sempre pienamente disponibili, ci mancherebbe. Tuttavia, quando ascolto i "problemi" che mi raccontano, devo trattenere una risata, perché davvero penso di aver fatto delle follie per organizzare una festa e ho messo da parte tutto per il lavoro. In alcuni casi, ammetto di aver anche esagerato, come nel caso appena descritto. Ma è solo per farvi capire quanto io ami ciò che faccio. È facile dire "Amo fare questo, avere una vita del genere," ma se alla prima difficoltà rifiutate una proposta, allora dovreste rivedere molte cose. Perché questo significa che, in fondo, anche nella vostra vita, potreste non essere così determinati come sostenete di essere.
Ecco che si accende quella fiamma nella mia tempia quando sento persone esordire con la solita frase "non c'è lavoro", soprattutto quando si tratta di colleghi del mio stesso settore. A volte mi verrebbe voglia di scuoterle perché non è come dicono; è solo che non possiedono la stessa passione e dedizione che molti di noi hanno per questo lavoro. È triste ammetterlo, ma spesso accettate incarichi solo per guadagnare qualche soldo in più, senza l'obiettivo di divertirvi prima di tutto voi stessi e poi gli altri. Il pensiero dominante è solo il fine economico, e è doloroso constatare che in molte stagioni che ho attraversato, c'è chi vive questa esperienza solo come un passatempo estivo, pensando di essere in vacanza e portandosi a casa qualche soldo extra. Ciò toglie opportunità a coloro che vivono davvero di questo lavoro e lo fanno per la pura passione.
Ammetto che questo articolo è risultato molto dettagliato e, se vogliamo, anche liberatorio. A volte è salutare esporre le cose con chiarezza, perché è giusto che la verità emerga, nella speranza che possa far riflettere sul mondo di chi legge. Spero che questo articolo possa cambiare le idee di chi ha un'opinione distorta di questo settore e persuadere chi, grazie a questo lavoro, ha vissuto esperienze di vita che sarebbero state irraggiungibili con qualsiasi altra occupazione. È importante essere riconoscenti, soprattutto a coloro che offrono opportunità di questo genere e permettono di crescere e acquisire conoscenze ogni ora trascorsa fra la gente. Il confronto con individui più anziani e più esperti è fondamentale, perché vi forma molto più di un corso o di una scuola. A scuola si apprende la teoria, ma la vera prova è la vita stessa. Le aziende non cercano persone con la lode, ma individui capaci di muoversi agilmente, che sappiano stabilire e gestire relazioni con gli altri.
Detto ciò, cari amici lettori, spero possiate perdonare questo mio sfogo emotivo e che abbiate compreso la vicenda sopra raccontata. Auguro a ciascuno di voi di raggiungere il successo nelle vostre scelte di vita, perseguendo tutti gli obiettivi che vi siete prefissati. Vi auguro buon lavoro e ogni possibile successo, sperando di essere stato d'aiuto anche in questa occasione, anche se riconosco di essere stato molto incisivo.
Vorrei sottolineare che i nomi utilizzati sono fittizi per preservare la privacy dei personaggi menzionati. Ricordate che apprezzo ognuno di voi e vi ringrazio per l'attenzione che dedicate ad ogni mio articolo.
Con affetto e stima,
-KID-

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