Sottovalutare è vietato: Consigli per una gestione accurata del lavoro


"Nel gioco delle tempistiche, la fretta è il nemico della perfezione, ma l'arte è trasformare l'errore in insegnamento."


Benvenuto in questo nuovo articolo sul mio blog. Con il passare delle settimane, la sfida di trovare argomenti interessanti diventa sempre più stimolante. Preferisco evitare di inventare storie solo per riempire lo spazio, desiderando invece che il blog si trasformi in un autentico archivio ricco di esperienze e aneddoti con l'obiettivo di crescere e migliorare collettivamente.

Mentre scrivo queste brevi righe, mi viene in mente che, se stai leggendo queste parole e hai una storia da condividere, puoi inviarmi un'e-mail a fraillusioneerealta@gmail.com. Non è necessario essere un artista; sento che siamo in qualche modo una famiglia, e la condivisione di storie ed esperienze può contribuire alla nostra crescita e miglioramento in molti aspetti della vita. Sono ansioso di sentire la tua storia, ovviamente solo se autorizzato, e di poterla aggiungere a questo ricco archivio di esperienze.

Oggi, o meglio, già da ieri, stavo cercando nel mio archivio mentale una storia simpatica da condividere. In passati articoli abbiamo affrontato esperienze anche meno divertenti, ma oggi ho deciso di strapparvi un sorriso (vediamo se ci riuscirò) raccontandovi un aneddoto molto divertente. A distanza di anni, riflettendo su questa storia, mi fa sorridere e la ricordo come se fosse accaduta ieri. La condivido anche perché in questo episodio c'è una seconda protagonista: mia madre. In quell'occasione, poverina, era la mia "autista" personale.

Vi ricordo che ho avviato la mia carriera a soli nove anni, esibendomi in spettacoli già dall'età di dodici. In quel periodo, mia madre e mio padre si alternavano nel farmi da accompagnatori, portandomi in mille luoghi sempre diversi. Colgo l'occasione per ringraziarli per ogni singolo sacrificio compiuto allora, che mi ha permesso di esplorare a fondo il mondo dello spettacolo. Li ringrazio anche perché sono stati gli unici a credere in me e nel mio lavoro, quando molti ridevano di fronte alle mie aspirazioni di "crescere" nel campo. La soddisfazione più grande è trovarmi qui oggi, su questo blog, a condividere i miei quindici anni di esperienza attraverso articoli (spero interessanti) dedicati a ogni aspetto del mondo dello spettacolo e alle sue molteplici sfaccettature.

Parlando di me e di questo aneddoto divertente, ricordo di aver avuto 15 o 16 anni, nel mese di dicembre, come ogni anno, affollato dalle varie iniziative natalizie che mi tenevano occupato con numerosi spettacoli da svolgere in centinaia di posti diversi. Anche se all'epoca non mi allontanavo molto, per ragioni abbastanza ovvie. In una giornata di dicembre, avrei dovuto realizzare due spettacoli, uno nel primissimo pomeriggio e l'altro nel tardo pomeriggio. Era ancora l'inizio della mia carriera, e ricordo di andare in panico per molte cose. Inoltre, stando in compagnia di mia madre, il risultato finale diventava un disastro esagerato, perché lei era ed è ancora oggi più ansiosa di me.

Iniziamo con il primo spettacolo, che si svolgeva in una ludoteca, situata, fra l'altro, nelle vicinanze della casa di mia nonna. Mentre io eseguivo lo spettacolo, mia madre aspettava da lei. Al termine dello spettacolo, lei mi attendeva già fuori, pronta ad aiutarmi a caricare la macchina. In fretta, raccogliamo tutta l'attrezzatura e la sistemiamo vicino all'auto. Ricordo che era già molto tardi, e a breve avrei dovuto esibirmi in un altro spettacolo in un luogo diverso. Calcolando la strada, sapevamo che saremmo arrivati con un leggerissimo ritardo. Tuttavia, per entrambi, questo pensiero ci causava un terrore assurdo. Da sempre, detesto mancare anche solo di un secondo a un appuntamento. La mia vita quotidiana è scandita da un cronometro, per ogni singola cosa c'è un tempo ben preciso che devo assolutamente rispettare. Non ho ancora capito se sia un bene o un male, ma penso che sia più un bene.

Nonostante tutto, riuscimmo a caricare rapidamente tutto e arrivammo in un batter d'occhio all'altro appuntamento. Mia madre, vedendo l'orario, decise di aiutarmi a scaricare la macchina. Nel frattempo, mentre mia madre mi passava tutta l'attrezzatura in una sala festa, io montavo man mano. A un certo punto, tutto era pronto, fortunatamente in tempo per iniziare lo spettacolo. Tuttavia, sorge un piccolo problema: mi accorgo che manca la mia valigetta principale, contenente tutti gli attrezzi indispensabili per iniziare lo spettacolo. In un primo momento, penso che mia madre l'abbia dimenticata in macchina, ma quando lei va a controllare, ci rendiamo conto con "stupore" che non era nell'auto.

Ero nel panico più totale, con i bambini già seduti in attesa dello spettacolo. Capisco che la valigetta è stata scordata in ludoteca, così mia mamma deve tornare indietro per recuperarla. Una volta giunta sul posto, scopre che l'avevo dimenticata sul marciapiede, poiché, nella fretta di caricare la macchina, l'avevo lasciata fuori. Quando mia madre torna da me, mi racconta tutta la situazione, lasciandomi sconvolto. Da allora, continuo a chiedermi cosa sarebbe successo se qualcuno l'avesse presa, come avrei potuto sopravvivere a quella serata. Comunque, mia madre riesce a tornare da me in tempi record. Nel frattempo, cerco di intrattenere i bambini solo con il potere delle parole, sembrano minuti interminabili perché, finito il discorso, non so cosa fare. Fortunatamente, arriva mia madre e riesce a far partire lo spettacolo con successo.

Potrebbe sembrare difficile da credere, ma vi assicuro che le cose sono andate davvero così. Da allora, calcolo sempre i tempi nell'eventualità di dover fare due spettacoli in una sola sera, in modo da non trovarmi in situazioni critiche e avere il tempo di smontare e raggiungere il prossimo posto senza alcuna fretta. Ad oggi, l'attrezzatura è cambiata ed è davvero notevole. Quindi, calcolare le tempistiche è di vitale importanza.

Da questa esperienza ho imparato che la fretta sul lavoro è la peggiore nemica; non solo non ti permette di concludere nulla, ma ti crea anche altri problemi. Soprattutto, ho imparato l'importanza di effettuare un controllo prima di lasciare un posto, assicurandomi che tutto sia stato preso e che nulla sia rimasto fuori posto o, ancor peggio, parcheggiato in un angolo sulla strada 😅, come è successo quella sera. Anche se sono discorsi ovvi da affrontare, credetemi, a volte può capitare che, se siete così concentrati, non ci facciate caso. È evidente che, riflettendoci dopo, tutto sembra scontato ed ovvio. Questa esperienza, per quanto possa sembrare divertente ora che la racconto cercando di far sorridere chi mi ascolta, non era affatto divertente quando è successa.

In definitiva, spero che il mio articolo non vi abbia annoiato, e confido di avervi lasciato qualcosa di utile. Vorrei sottolineare l'importanza di non sottovalutare nulla sul posto di lavoro: cercate di mantenere sempre la lucidità, ricontrollate attentamente le vostre azioni e non abbassate mai la guardia, anche quando svolgete compiti che sembrano estremamente semplici o fanno parte della vostra routine quotidiana. Proprio quando pensate di avere tutto sotto controllo, è in quel momento che può verificarsi una catastrofe.

Concludendo questo articolo, mi viene in mente un altro aneddoto, relativo a quando nel mio show "Sensations" ho commesso un errore anche piuttosto significativo, ma magari riservo i dettagli per il prossimo articolo.

Vi ringrazio di cuore per la vostra attenzione in questo nuovo articolo, e come sempre ci diamo appuntamento al prossimo. Vi auguro tutto il meglio, a presto amici.

Con affetto,

-KID-

 

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