La chiamata che ha cambiato tutto: la mia esperienza in Rai
L'impatto dell'esperienza Rai sulla carriera artistica.
Cari lettori, oggi voglio raccontarvi dell'esperienza che ho vissuto in Rai, la quale mi ha segnato profondamente a livello artistico. Sono le ore 2:00 e mi trovo nel mio ufficio: adoro scrivere di notte, accompagnato da una musica rilassante in sottofondo. Durante la notte, mi sento davvero rilassato e la mente leggera, senza alcun pensiero che mi tormenta. Anche se siamo agli inizi di maggio, e tra circa un mese dovrò partire per la mia tournée, ho davvero mille cose da fare. Tuttavia, trovo che scrivere sia una sorta di terapia e qui posso davvero raccontare di me, dire cosa sento e le emozioni che attraversano il mio corpo. Ma veniamo alla mia esperienza in Rai. In un precedente articolo, ho accennato la mia partecipazione al game show televisivo dei soliti ignoti - il ritorno, condotto da Amadeus. Diversi colleghi prestigiatori partecipavano al programma e guardandoli mi immaginavo di essere lì, sul palco al centro della stella appiccicata per terra, esibendomi davanti ad Amadeus e alle telecamere di Rai. Ma poi la mia immaginazione finiva e arrivava la realtà: io seduto dietro al display del mio cellulare a guardare i miei colleghi talvolta anche amici, che avrei potuto chiamare e magari farmi aiutare per accedere al programma. Tuttavia, ero troppo timido e non me la sentivo di chiedere loro aiuto. Ma un giorno presi coraggio. Non sopportavo l'idea che tutti fossero passati dallo stesso posto tranne me. Così chiamai un amico che mi rispose con tranquillità e rilassatezza. Gli feci i miei complimenti per la sua eccellente performance ai soliti ignoti e poi gli chiesi se poteva aiutarmi. Purtroppo, mi disse che gli era stato espressamente chiesto di non divulgare alcun numero. Capì che anche nel mondo della magia e dello spettacolo in generale c'è sempre molta invidia, anche se dall'esterno sembra tutto rose e fiori.
Ricordo che la chiamata avvenne nel periodo di aprile o maggio, poco prima della mia partenza per la stagione estiva. Dopo qualche settimana, partii e verso la fine della stagione ricevetti una chiamata da un altro mio collega, che purtroppo non riuscii a rispondere. Pochi secondi dopo, mi chiamò un altro mio amico dicendomi di richiamare Paolo, che mi aveva cercato per telefono. Non persi tempo, chiusi la chiamata e richiamai Paolo. Le sue parole alla risposta della chiamata furono: "Ciao Samu, sono Paolo. So che vorresti tanto andare ai Soliti Ignoti. Io ci sono stato qualche settimana fa e posso aiutarti, ho il contatto di una ragazza che si occupa di reclutare gli artisti. Chiama e dille che sei mio amico e che ti ho passato io il numero." Amici, in quel momento volevo saltare di gioia. Le mani iniziarono a tremare dall'emozione. Non persi altro tempo e chiamai immediatamente quel numero. Dopo un paio di squilli, sentii una voce super carina, era la ragazza della redazione. Feci come mi aveva suggerito Paolo e le dissi che ero interessato a partecipare e che ero suo amico, ed è stato lui a passarmi il contatto. Lei rispose: "Benissimo Samuele, mandami una performance che vorresti fare. Se possibile, evita degli effetti in cui hai bisogno di Amadeus." Si, amici, era l'anno 2019 ed eravamo in piena pandemia da COVID-19. Le televisioni facevano le trasmissioni senza pubblico. Comunque, dopo la sua raccomandazione, iniziai a riflettere su cosa poter fare. Dopo un paio di giorni, avevo in mente una routine, essendo un amante del close-up. (Micro magia) Avevo pensato ad una routine con le carte da poker che non richiedeva l'aiuto dello spettatore, quindi era perfetta per le condizioni che mi aveva imposto. Mandai tutto il materiale e, dopo un paio di giorni, mi rispose e mi comunicò che l'effetto era piaciuto, ma già tantissimi colleghi avevano portato routine con le carte.
L'aredazione voleva variare e voleva qualcosa di più. Io ero abbattuto e dispiaciuto perché pensavo proprio di aver conquistato la produzione e di conseguenza di essere "idoneo" per la trasmissione, ma così non era. La stagione terminò e tornai a casa. Con più tranquillità, cercai di trovare un'altra soluzione. Allora, mandai una routine del classico gioco del "giornale strappato e ricostruito" con una mia variante molto carina. Mandai tutto in maniera tempestiva (avevo troppa paura che si dimenticassero di me), ma la mia paura divenne presto realtà e persi i contatti con la ragazza. Senza essere pesante, dopo qualche settimana, presi coraggio e decisi di mandarle un messaggio e scrissi: "Perdonate il disturbo, sono Samuele. Attendo un vostro riscontro sulla performance che ho mandato." Ma nessuno rispose a quel messaggio. Passarono i giorni, le settimane e gli anni. Sì, avete capito bene. Ero ritornato a sognare quel palco, potermi esibire davanti a migliaia di telespettatori, navigavo tanto con la mia immaginazione e per alcuni secondi, ricordo di essermi anche sentito felice, felice di immaginarmi lì. Nel frattempo, siamo nel 2022, la pandemia pian piano passava. Una sera vengo contattato dalla mia agenzia con cui tutt'ora collaboro, il mio "Manager" Stefano mi dice: "Ciao Samu, ti andrebbe di andare ai Soliti Ignoti?" Vi giuro ragazzi, stava diventando un vero e proprio incubo! Risposi: "Stefano, sai che io avrei anche il numero della ragazza che si occupa di reclutare gli artisti, ma non c'è stato nulla da fare". Mi disse: "Aspetta, ti do questo indirizzo email della redazione, scrivi a loro una mail, non ti costa nulla." Risposi: "Stefano, forse è meglio aspettare, per via del COVID chiedono il vaccino per poter entrare" (non ero contro il vaccino, ma avevo preso il COVID e non potevo eseguire il vaccino). Stefano: "Ma dai, che ti frega, tu mandalo tanto, chissà quando ti rispondono." Mandai quella maledetta mail, non ci crederete, dopo esattamente ventiquattro ore mi risposero, e non solo mi chiesero alcuni dati, ma anche il numero di telefono per potermi chiamare in maniera tempestiva. Ero da una parte felice, stavo per realizzare il mio sogno, dall'altra no, perché sapevo che non sarei mai potuto andare. Il mattino dopo ricevetti l'attesa chiamata, era la stessa ragazza che addirittura mi chiese scusa per non avermi risposto ai messaggi. Mi spiegò che avevano sospeso le registrazioni e, mi propose la data di registrazione. La ricordo ancora: sarebbe dovuta essere l'otto aprile 2022.
Non potevo crederci, ho dovuto chiederle se avrei potuto accedere senza il vaccino ma con il documento di guarigione dal COVID. La sua risposta fu un NO secco. Volevo impazzire, mi sono detto: "Ho perso la mia possibilità! "Nonostante fossi confuso, ho avuto l'accortezza di chiedere se sarei potuto essere ricontattato in caso di eventuali cambiamenti a livello normativo. Mi rispose: "Certo Samuele, ti archivio e ci risentiamo". Ero un po' più rilassato ora, ma comunque triste. Avevo davvero perso la mia possibilità. Ma dopo più di un mese, il cellulare squillò: era la produzione. Mi proposero una seconda data per le registrazioni: sarebbe stata il 25 maggio, e non bisognava avere il vaccino o documenti, ma semplicemente un tampone che dimostrasse la negatività al COVID-19. Ero l'uomo più felice del mondo. Accettai immediatamente la data proposta e chiusa la telefonata mi misi subito al lavoro. Mandai nuovamente una mail con la performance. Stavolta avevo cambiato tutto, mandai una routine di due minuti come loro avevano richiesto risposero quasi subito, erano entusiasti della performance e l'avevano apprezzata. Iniziai ad allenarmi otto ore al giorno per poterla eseguire in maniera impeccabile.
Tutti i giorni ero alle prese con gli allenamenti, avevo una paura assurda e un'adrenalina pazzesca. Mancava una settimana alle registrazioni, quando una sera ricevetti ancora una loro telefonata nel bel mezzo degli allenamenti. Era la solita ragazza, che con tono sicuro mi disse: "Salve, buonasera. Samuele, mi dispiace comunicarti che dobbiamo cancellare la data di registrazione." Vi giuro, avevo una rabbia incredibile, volevo spaccare tutto. Gli risposi così: "Mi scusi, può dirmi il motivo?" Lei rispose: "Mi dispiace, purtroppo non spetta a me decidere, prendiamo ordini dall'alto." Chiusi la chiamata senza nemmeno salutare. Non posso nascondervi che scoppiai a piangere, avevo passato l'ultimo mese ad allenarmi come un matto per poter eseguire la performance in maniera impeccabile, e quella comunicazione mi aveva davvero spezzato il cuore. Passarono uno o due giorni, il cellulare squillò, ma questa volta non era la produzione, era un'azienda del nord, precisamente di Udine, che voleva la mia figura dal 22 al 24 maggio. Ovviamente accettai un lavoro così importante, non potevo perderlo, e partì. Mi presi quei giorni di lavoro anche per staccare e cercare di dimenticare quello che era successo, ma era impossibile dimenticare, ancora oggi sono qui a raccontarlo dopo più di un anno. Comunque partii per Udine, l'evento andò alla grande e passai quelle giornate spensierato, ma la mia permanenza stava per finire, così mi rimisi in viaggio e presi il bus che portava all'aeroporto. Nel tragitto, il cellulare squillò di nuovo. Presi il cellulare e lessi sul display "Redazione Soliti Ignoti". Restai scioccato per alcuni secondi, poi risposi. Era sempre lei, la solita ragazza che ormai era diventata la mia ossessione. Mi disse: "Ciao Samu, perdonaci, ma il ragazzo che doveva venire il 25 ha un problema. Sarà l'ultima puntata che registriamo prima della pausa estiva, sei ancora disponibile?" Mi veniva da rispondere: "NO MI DISPIACE!" Ma risposi: "Certamente, va bene." Lei disse: "Perfetto Samu, i miei colleghi ti chiameranno per definire il tutto." Nel frattempo, atterrai a Brindisi, chiamai mio padre per farmi venire a prendere e gli raccontai tutto. Nemmeno lui poteva crederci. Arrivai a Lecce, svuotai la valigia e ne sistemai un'altra con gli abiti da scena e altri due cambi richiesti dalla redazione. Presi la mia macchina e mi feci il tampone (serviva solo per dimostrare di essere negativo, per poter avere accesso allo studio).
Arrivai a Roma alle 4 del mattino. Nonostante l'orario, Roma era super attiva e, come sempre, era stupenda. Arrivai all'hotel che Rai aveva prenotato per me. Fu bellissimo perché il receptionist sapeva che sarei arrivato e mi disse: "Lei è il sing. Samuele Re, l'ospite di Rai, siamo lieti di averla con noi." Mi sentivo super importante e sorrisi. Il giorno dopo alle 8:00 avevo addirittura l'autista, e non uno qualsiasi: era l'autista di Alex Britti. Mi sembrava tutto così surreale: era un van con i vetri oscurati fighissimo e mi sentivo davvero una star. Siamo arrivati al meraviglioso "Teatro delle Vittorie" e io ero felice come un bambino. Una volta entrato, c'erano diversi studi, finché poi siamo entrati in quello dei Soliti Ignoti. Ricordo che c'era un'aria super fresca e un profumo strano, era piccolo non era gigante come quando lo vediamo dalla tv. Abbiamo passato tutta la mattina a fare delle prove, alcuni autori ci hanno fatto delle domande, e spiegato come comportarci durante le registrazioni. Abbiamo fatto le prove del numero. Ricordo che quella mattina c'era Amadeus, seduto tranquillo a un piccolo tavolino. Era a cinquanta metri da me, e la sensazione era straordinaria, vi giuro. Comunque, ho fatto le mie prove andarono benissimo. Verso mezzogiorno abbiamo fatto una breve pausa e subito dopo la costumista mi ha preparato per la registrazione. Avevo anche il mio camerino. Una volta pronto, siamo tornati in studio e in un pomeriggio abbiamo registrato la nostra puntata. Amadeus era una macchina da guerra, non sbagliava un colpo e andava diritto come un treno. Se stoppavano la registrazione, era per qualche concorrente che, preso dall'emozione commetteva qualche errore. Essere stato lì fu un'emozione stupenda, un ricordo che non passerà mai nel dimenticatoio. Tutto il personale Rai era super cordiale e gentile con noi. È stata un'esperienza che rifarei altre mille volte ad occhi chiusi. Ed è proprio vero che l'attesa aumenta l'importanza degli eventi, perché se accadessero in maniera facile e veloce, non sarebbe la stessa cosa, e forse oggi non sarei qui a raccontarla.
Ps. Per motivi di privacy, ho deciso di utilizzare nomi diversi per tutti i personaggi menzionati, tranne per Amadeus, che ho mantenuto con il suo nome reale, poiché è una figura pubblica conosciuta da tutti.
-KID-

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